Nuovo passaggio nella vicenda della scuola Corridoni di Como. Il Consiglio di Stato ha sospeso il provvedimento impugnato dalle famiglie e ha chiesto all’Ufficio scolastico regionale della Lombardia di verificare se il plesso di via Fiume possa davvero accogliere le 11 classi dell’istituto. La relazione dovrà essere depositata entro il 9 settembre 2026, mentre la nuova udienza è stata fissata per il 15 settembre.
La decisione arriva dopo settimane di confronto tra il Comune di Como, le famiglie degli studenti, il consiglio di istituto e gli organismi scolastici. Palazzo Cernezzi ha continuato a sostenere la possibilità di trasferire tutte le classi della Corridoni nella struttura di via Fiume, ritenendo che questa soluzione potesse superare le contestazioni legate alla riorganizzazione della scuola.
Dubbi sulle condizioni dell’edificio
Nel provvedimento, tuttavia, il Consiglio di Stato richiama le posizioni espresse dal ministero dell’Istruzione e dall’Ufficio scolastico regionale, secondo cui l’ipotesi di via Fiume non appare praticabile allo stato attuale. Gli uffici hanno segnalato evidenti e numerose problematiche nell’intero edificio, evidenziando la necessità di interventi di manutenzione e adeguamento degli impianti e della struttura.
Particolare attenzione è stata riservata ai locali del terzo piano, indicati dal Comune tra gli spazi utilizzabili per il trasferimento. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, non risultano al momento le condizioni necessarie per ospitare ulteriori classi. Nei giorni scorsi l’Ufficio scolastico regionale aveva già manifestato al sindaco Alessandro Rapinese preoccupazioni per la sicurezza, la salubrità e la funzionalità degli ambienti.
Tra le criticità segnalate figurano infiltrazioni, distacchi di intonaco, sanitari da sistemare e verifiche ancora necessarie sulle vie di fuga e sui requisiti di sicurezza. L’ufficio aveva inoltre contestato la definizione di alcuni spazi come semplicemente inutilizzati, ricordando che diversi ambienti risultavano già destinati a classi, laboratori e attività della scuola Venini.
La verifica richiesta dai giudici
Il Consiglio di Stato ha ora chiesto una valutazione formale e dettagliata sull’effettivo stato di manutenzione e sicurezza del plesso di via Fiume. L’Ufficio scolastico regionale dovrà stabilire se sia concretamente possibile collocare nella struttura le classi della Corridoni, considerando non soltanto la disponibilità fisica delle aule, ma anche l’organizzazione delle attività e le garanzie per studenti, insegnanti e personale amministrativo.
Il trasferimento, quindi, non può essere considerato definito. La sospensione del provvedimento impugnato mantiene aperta la controversia e impone un ulteriore esame tecnico prima di qualsiasi decisione. La relazione dovrà arrivare entro il 9 settembre, pochi giorni prima dell’udienza del 15 settembre 2026, quando i giudici saranno chiamati a valutare gli elementi raccolti.
Per le famiglie si apre un’ulteriore fase di attesa, dopo i mesi di discussioni sulla chiusura della Corridoni e sulle alternative individuate dall’amministrazione comunale. Il nodo resta la possibilità di ospitare tutte le 11 classi nella sede di via Fiume senza compromettere la sicurezza degli ambienti, l’organizzazione scolastica e la qualità della didattica.