Il Consiglio provinciale di Como ha respinto gran parte del piano di riorganizzazione della rete scolastica cittadina proposto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Rapinese. La decisione riguarda anche le ipotesi di chiusura della scuola primaria Corridoni e dell’asilo Carluccio, che per il momento resteranno quindi esclusi dal progetto.
La delibera è stata approvata con 12 voti favorevoli, compreso quello del presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca. Contrario il solo Rapinese, che ha partecipato alla seduta collegato da remoto. L’ente ha approvato soltanto una parte delle modifiche alla rete scolastica previste per l’anno 2027/2028, lasciando fuori diversi istituti comprensivi cittadini, tra cui quello di Como Borgovico.
La reazione del Partito democratico
La decisione dovrà ora essere sottoposta alla Regione Lombardia, chiamata a pronunciarsi in via definitiva sul piano. Nel frattempo, la scelta della Provincia è stata accolta con soddisfazione da Carla Gaiani, segretaria provinciale del Pd, e Daniele Valsecchi, segretario cittadino del partito.
I due esponenti hanno parlato di una risposta delle istituzioni alle richieste di una comunità e di uno stop al progetto dell’amministrazione comunale. Secondo Gaiani e Valsecchi, il passaggio rappresenta un’occasione per riportare il diritto allo studio al centro del confronto pubblico. Il Pd ha inoltre ribadito l’intenzione di contrastare il piano anche nei prossimi passaggi istituzionali e di sostenere una maggiore attenzione alle esigenze delle scuole.
Il confronto con famiglie e istituti
Soddisfatto anche Simone Molteni, presidente del Consiglio d’istituto di Como Borgovico, secondo cui la Provincia avrebbe valutato le singole proposte dopo avere ascoltato famiglie e rappresentanti delle istituzioni scolastiche. Molteni ha ricordato la contrarietà già espressa dai presidenti di sei istituti, che rappresentano complessivamente circa 4.200 alunni e, considerando i nuclei familiari, una platea stimata in 15 mila cittadini.
Il presidente ha criticato il Comune sostenendo che, nell’arco di tre anni, sarebbero stati presentati tre piani differenti e contraddittori. A suo giudizio, questo avrebbe provocato incertezza tra il personale scolastico e le famiglie. Molteni ha inoltre contestato l’assenza di un confronto diretto con i presidenti dei consigli d’istituto, richiamando l’obbligo di coinvolgimento delle istituzioni scolastiche previsto dalla normativa.
Intervento critico anche da parte di Sergio Gaddi, consigliere regionale di Forza Italia, che ha definito articolata e motivata la deliberazione approvata dall’assemblea di Villa Saporiti. Gaddi ha sostenuto che il Consiglio provinciale abbia respinto correttamente il ridimensionamento scolastico voluto dal sindaco e ha anticipato che il confronto proseguirà in Regione. L’ultima parola sul futuro degli istituti interessati spetterà dunque all’amministrazione regionale.