Francesco Totti avrebbe potuto tornare a giocare in Serie A anche con il Como, ma a 48 anni scelse di rifiutare la proposta. Il retroscena emerge da Oltre, il libro scritto dall’ex capitano della Roma insieme al giornalista Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo Editore.
Le ipotesi di ritorno
Sette anni dopo l’ultima partita da professionista, Totti valutò concretamente la possibilità di rimettere gli scarpini e disputare nuovamente il massimo campionato italiano. Tra le squadre alle quali disse di no, oltre al Genoa, ci fu anche il Como, già allenato da Cesc Fabregas.
Nel volume, l’ex numero 10 racconta senza ambiguità la decisione presa: aveva detto no alla Serie A, al Genoa e al Como perché aveva già 48 anni. L’ipotesi di un ritorno in campo, quindi, non era rimasta soltanto una voce, ma era stata valutata dall’ex calciatore.
Il legame con la Roma
Il racconto si concentra soprattutto sui contatti con il Genoa, allora guidato da Alberto Gilardino, compagno di Totti nella Nazionale italiana campione del mondo nel 2006. L’ex capitano giallorosso osserva inoltre che sarebbe stato più grande sia di Gilardino sia di Fabregas, elemento che contribuì a rendere particolare la prospettiva di un suo ritorno.
Alla fine, però, prevalse il legame con la Roma, l’unico club della sua carriera da professionista. Totti descrive questa scelta richiamando il tema del rapporto con la propria squadra di sempre e sostenendo che un eventuale tradimento sportivo non avrebbe avuto un’età precisa, fosse stata di 18 o di 48 anni.
La sua ultima partita resta così quella del 28 maggio 2017, disputata all’Olimpico proprio contro il Genoa. Per i tifosi del Como rimane invece l’immagine di una possibilità mai realizzata: Totti in campo con la squadra guidata da Fabregas.