È stato avviato ieri il nuovo cantiere sul lungolago di Como, destinato a interessare viale Geno nel tratto compreso tra piazza Sant’Agostino e piazza De Gasperi. L’intervento riguarda una zona molto frequentata dai residenti e dai turisti e arriva dopo un rinvio accompagnato da polemiche. La durata effettiva dei lavori, al momento, non è ancora definita: si parla di diversi mesi, ma i tempi saranno verificati nel corso dell’avanzamento del progetto.
Il nuovo intervento sul lungolago
L’apertura del cantiere riporta l’attenzione sul futuro di una delle aree più note della città. Il restyling del tratto di viale Geno si inserisce in un contesto già segnato dalla presenza di altri lavori rimasti a lungo incompiuti o caratterizzati da continui rallentamenti. Da qui nasce il timore che anche il nuovo intervento possa richiedere più tempo del previsto.
Il riferimento principale è al cantiere delle paratie, avviato quasi vent’anni fa e ancora lontano dall’essere considerato concluso. Nel tempo si sono susseguiti lavori, sospensioni e inaugurazioni, ma il sistema non ha ancora mostrato concretamente la funzione per cui è stato realizzato: contenere le acque del lago in caso di esondazione.
Paratie e Giardini a lago
Restano inoltre irrisolti alcuni elementi collegati alla sistemazione dell’area. I nuovi parapetti non sono ancora presenti e, al loro posto, continuano a essere visibili le ringhiere installate provvisoriamente. Il quadro alimenta le perplessità sulla conclusione di un’opera che, a poco più di un anno dal ventesimo anniversario dell’avvio, è ancora oggetto di attese e discussioni.
Accanto alle paratie c’è poi il cantiere dei Giardini a lago, descritto come parzialmente inaugurato e ancora non completamente definito. Anche questo progetto è stato condizionato dagli ingombri legati al calcio europeo. Il risultato è una successione di opere aperte in momenti diversi, senza una conclusione complessiva ormai certa.
Il nuovo cantiere di viale Geno diventa così il terzo capitolo di una lunga serie di interventi sul lungolago cittadino. La domanda, più che il semplice avvio dei lavori, riguarda quindi la loro conclusione: quale delle tre opere riuscirà a terminare per prima? Sullo sfondo restano i cambi di amministrazione e il passaggio di responsabilità tra diversi sindaci, chiamati a gestire progetti già accompagnati da ritardi, promesse e polemiche.