Il primo giorno di scuola riaccende a Como il confronto politico sulla vicenda dell’istituto Corridoni. Il nuovo attacco arriva dal Partito democratico, attraverso la vicesegretaria cittadina Livia Sarda, che contesta alla vicesindaca e assessora all’Istruzione Nicoletta Roberto di non aver preso posizione pubblicamente sulle tensioni legate al futuro della scuola.
Roberto era presente il 15 settembre 2026 all’inaugurazione dell’anno scolastico in via Fiume, insieme al sindaco Alessandro Rapinese. Proprio la scelta di quella sede ha dato origine alla nuova polemica: prima della sospensiva disposta dal Consiglio di Stato, l’amministrazione comunale aveva previsto di trasferire nella scuola di via Fiume gli alunni della Corridoni.
La contestazione del Partito democratico
Secondo Sarda, la partecipazione della vicesindaca alla cerimonia, senza un intervento pubblico sulla questione, renderebbe ancora più significativo il suo silenzio. La dirigente dem ha ricordato che diverse forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, hanno chiesto le dimissioni di Roberto dopo lo scontro sul destino dell’istituto.
In un intervento dai toni fortemente critici, Sarda ha descritto Roberto come presente ma senza parlare, sottolineando anche il suo ruolo di insegnante di sostegno. Per la rappresentante del Pd, questa esperienza diretta del mondo scolastico e delle difficoltà vissute da bambini e famiglie renderebbe ancora più rilevante l’assenza di dichiarazioni.
La vicesegretaria ha contestato alla titolare dell’assessorato di non essere intervenuta nemmeno durante l’apertura dell’anno scolastico, quando alcuni alunni della Corridoni sono rimasti nella loro sede in seguito alla decisione del Consiglio di Stato. Il riferimento è alla sospensiva che ha bloccato, almeno temporaneamente, il trasferimento previsto dal Comune.
Le critiche rivolte al sindaco
Nel comunicato del Partito democratico il bersaglio non è soltanto la vicesindaca. Sarda ha rivolto critiche anche al sindaco Rapinese, mettendo a confronto il tono istituzionale utilizzato durante la cerimonia con le dichiarazioni pronunciate nei giorni più accesi del confronto sulla Corridoni.
La dirigente dem ha ironizzato sul messaggio attribuito al primo cittadino, secondo cui nessuno avrebbe compreso la situazione. A suo giudizio, dietro il linguaggio più formale utilizzato nell’occasione resterebbe invariata la responsabilità attribuita a chi non capirebbe, e non a chi assume le decisioni, rispetto al caos nelle scuole.
La nota si chiude con una valutazione complessiva sull’operato dell’amministrazione comunale. Secondo Sarda, a parlare sarebbe soltanto il sindaco, mentre gli assessori resterebbero in silenzio e la vicesindaca con delega all’Istruzione più degli altri. Il Pd riconosce il rispetto per la docente, ma sostiene che a chi ricopre un incarico politico nel settore scolastico dovrebbe essere richiesta anche una posizione pubblica.