Cgil Como, Cisl dei Laghi e Uil Lario lanciano l’allarme sul costo dell’abitare nella provincia di Como. Secondo i tre sindacati, il livello degli affitti e la disponibilità limitata di abitazioni a prezzi sostenibili stanno diventando un ostacolo per lo sviluppo economico e per la capacità del territorio di attrarre e trattenere lavoratori.
La richiesta è di portare il tema al Tavolo per la Competitività della provincia di Como, organismo già esistente nel quale sono rappresentati istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e altri soggetti del territorio. L’obiettivo è costruire una strategia condivisa su casa, occupazione e attrattività, senza creare una nuova sede di confronto.
La difficoltà di reperire personale
I dati citati nel comunicato unitario firmato da Sandro Estelli per la Cgil Como, Daniele Magon per la Cisl dei Laghi e Dario Esposito per la Uil Lario descrivono una situazione considerata critica. A luglio le imprese comasche programmavano oltre 4.100 ingressi, mentre nel trimestre luglio-settembre le assunzioni previste erano quasi 11.800. In base alle rilevazioni Excelsior Unioncamere, tuttavia, per circa una figura professionale su due le aziende segnalavano difficoltà di reperimento.
Per i sindacati, una parte della spiegazione è legata proprio al mercato immobiliare. La provincia è resa attrattiva dalla presenza del lago, dal turismo, dalla vicinanza con la Svizzera e dalla domanda internazionale, fattori che contribuiscono a mantenere elevati i valori delle abitazioni. Gli stessi elementi, però, possono rendere più difficile per chi ha un reddito ordinario trovare una sistemazione vicino al luogo di lavoro. In questo contesto, la carenza di personale rischia di assumere un carattere strutturale.
Gli alloggi pubblici non utilizzati
La questione, sottolineano Cgil, Cisl e Uil, non riguarda soltanto le persone in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Esiste anche una fascia di lavoratori e famiglie che non possiede i requisiti per accedere alle case pubbliche, ma non riesce comunque a sostenere i prezzi del mercato privato. È il segmento a cui si rivolgono anche i più recenti interventi regionali sull’housing sociale.
Un ulteriore elemento di pressione è rappresentato dalla posizione di confine della provincia. Di fronte a canoni elevati, alcuni lavoratori possono essere spinti a orientarsi verso il mercato occupazionale svizzero. Il comunicato richiama inoltre gli studi del professor Giancarlo Blangiardo, che hanno evidenziato una prevista riduzione della popolazione in età lavorativa nell’area lariana nei prossimi anni.
Nel luglio 2025, ricordano i sindacati, nella provincia di Como risultavano 1.302 alloggi pubblici sfitti: 611 di proprietà Aler e 691 appartenenti ai comuni. A questo patrimonio si aggiungono quello cooperativo e privato, gli interventi di housing sociale e le risorse regionali. Secondo le organizzazioni, queste disponibilità potrebbero produrre risultati più significativi se venissero inserite in un progetto coordinato.
La posizione espressa nel documento non è che manchino iniziative. Regione Lombardia, comuni, Aler, cooperative, prefettura, realtà economiche e Terzo settore hanno già promosso interventi sul tema. Il problema individuato è piuttosto l’assenza di una regia complessiva in grado di collegare le diverse azioni, recuperare gli alloggi inutilizzati e aumentare l’offerta a costi sostenibili.
Da qui la proposta di utilizzare il Tavolo per la Competitività come sede di coordinamento. La richiesta è di mettere a sistema le risorse già disponibili, affrontare il recupero dello sfitto e individuare soluzioni per chi si trasferisce nella provincia per motivi di lavoro. Per i sindacati, la competitività del territorio non dipende soltanto dalla capacità di attrarre imprese, capitali e visitatori, ma anche dalla possibilità per i lavoratori di vivere stabilmente nell’area lariana.