Il Punto nascita dell’Ospedale di Erba si avvia verso la chiusura nell’ambito di una riorganizzazione della rete assistenziale. Il Comitato Locale Percorso Nascita di Ats Insubria, riunito il 17 settembre, ha espresso parere favorevole alla proposta, indicando negli altri punti nascita del territorio la soluzione ritenuta più adeguata per mantenere nel tempo gli standard previsti dalla normativa nazionale.
La proposta dovrà ora essere trasmessa a Regione Lombardia e al Comitato Regionale Percorso Nascita, convocato per il 22 settembre. Saranno questi organismi a stabilire tempi e modalità dell’intervento. Fino alla conclusione dell’iter e alla definizione della data, il punto nascita di Erba resterà pienamente operativo.
La continuità per le future mamme
Le donne già seguite dall’ospedale non perderanno il riferimento assistenziale. Ats Insubria e la struttura assicurano che la presa in carico proseguirà durante la gravidanza e che l’attività ambulatoriale ostetrica resterà regolare. Ogni donna sarà accompagnata verso uno degli altri punti nascita della rete individuati per il parto, sulla base di modalità condivise tra le strutture coinvolte.
L’obiettivo dichiarato è garantire continuità e sicurezza alle donne e alle famiglie, evitando interruzioni nei percorsi già avviati. Il trasferimento verso le altre strutture sarà quindi organizzato nell’ambito della rete e non comporterà la sospensione dei controlli e dell’assistenza già programmati.
Il calo dei parti e i servizi confermati
Alla base della riorganizzazione ci sono il calo delle nascite, l’andamento demografico e la necessità di mantenere i requisiti organizzativi e professionali richiesti per la tutela di madri e neonati. Nel 2025 all’Ospedale di Erba sono stati registrati 320 parti; per il 2026 la previsione è di circa 250. Secondo Ats e ospedale, concentrare le nascite nelle strutture con una maggiore casistica permetterà di mantenere esperienza clinica e accesso ai servizi specialistici necessari.
La riorganizzazione riguarderà esclusivamente il punto nascita. L’attività di ginecologia chirurgica e ambulatoriale continuerà senza modifiche, mentre nei prossimi mesi è previsto il potenziamento dei servizi dedicati alla salute femminile.
Tra le iniziative indicate figurano campagne per lo screening dell’Hpv e del tumore del collo dell’utero, percorsi di riabilitazione del pavimento pelvico e nuovi servizi nel progetto Ambulatori Rosa, compreso un ambulatorio specialistico per l’endometriosi. Dopo le indicazioni del Comitato regionale si aprirà anche il confronto con le organizzazioni sindacali. Per il personale coinvolto è previsto un percorso di ricollocazione finalizzato a valorizzarne competenze ed esperienza professionale.