Un traffico di cocaina organizzato sul territorio comasco e oltre tremila episodi di spaccio ricostruiti nell’arco di quattro mesi. È il quadro emerso dall’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Como, che ha portato a tre misure cautelari nei confronti di altrettanti fratelli appartenenti a una famiglia di origine marocchina. Due sono stati condotti in carcere, mentre per il terzo sono stati disposti gli arresti domiciliari. Un quarto fratello, coinvolto nell’inchiesta e sottoposto a interrogatorio preventivo, non è stato raggiunto da una misura cautelare personale.
L’attività investigativa, avviata nel 2025 dai finanzieri del Gruppo di Ponte Chiasso con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria lariana, ha riguardato lo stoccaggio, il confezionamento e la distribuzione al dettaglio dello stupefacente. Il 22 settembre, i quattro indagati sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari di Como per l’interrogatorio preventivo. Al termine dell’atto sono state adottate le misure cautelari nei confronti di tre di loro.
Le automobili usate per le consegne
Secondo la ricostruzione degli investigatori, un ruolo logistico sarebbe stato garantito da una ditta individuale con sede operativa a Senna Comasco, intestata a uno dei fratelli e attiva anche nel commercio di autoveicoli usati. Il titolare disponeva di un parco di circa cinquanta automobili e, secondo l’accusa, avrebbe messo a disposizione locali e mezzi per l’attività del gruppo. Alcune vetture sarebbero state dotate di targhe prova, così da rendere più difficoltoso il tracciamento attraverso i lettori automatici collegati ai sistemi di videosorveglianza.
La cocaina sarebbe stata nascosta in vani ricavati all’interno delle automobili parcheggiate nel piazzale dell’attività commerciale, compreso il bocchettone del carburante. Prima delle consegne, le dosi venivano prelevate dai mezzi e trasportate ai clienti. Gli investigatori hanno utilizzato riprese video, tracciamenti GPS, attività tecniche, osservazioni e pedinamenti per ricostruire spostamenti, incontri e compiti attribuiti ai diversi componenti della famiglia.
Le utenze intestate ai clienti
Le cessioni sarebbero avvenute soprattutto in movimento nei territori di Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo, anche durante il giorno. Uno degli indagati avrebbe indossato tute da meccanico per muoversi tra le vetture dell’autosalone senza attirare l’attenzione. In alcune circostanze gli appuntamenti con gli acquirenti sarebbero stati fissati nei pressi di istituti scolastici. A Capiago Intimiano, in particolare, gli investigatori avrebbero documentato consegne nei parcheggi vicini alla scuola primaria Giuseppe Verdi.
Un ulteriore elemento dell’inchiesta riguarda l’utilizzo dei documenti dei clienti dell’autosalone. Secondo la Guardia di Finanza, le copie consegnate per le pratiche di acquisto e di passaggio di proprietà sarebbero state impiegate, a insaputa degli interessati, per attivare schede telefoniche intestate a loro nome presso un esercizio commerciale di Como. Le utenze sarebbero state utilizzate per le comunicazioni legate alle compravendite di droga. Al titolare della ditta è stato contestato anche il reato di sostituzione di persona.
Nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2025, gli investigatori hanno identificato e ascoltato numerosi clienti, ricostruendo più di tremila cessioni. Ogni acquirente avrebbe comprato in media un grammo di cocaina, pari a circa due dosi. Il giro d’affari stimato nello stesso periodo avrebbe superato i 120mila euro. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, la detenzione, il trasporto e la cessione di sostanze stupefacenti, con l’aggravante delle consegne effettuate vicino alle scuole.
Alle prime luci dell’alba sono state eseguite perquisizioni domiciliari e locali a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco. Alle operazioni hanno partecipato le unità cinofile antidroga del Gruppo Ponte Chiasso, il cash dog specializzato nella ricerca di denaro contante, il personale ATPI, il Gruppo Como e un elicottero del Reparto Aeronavale Lombardia della Guardia di Finanza.