Violenza domestica

Si tuffa per salvarsi, il compagno la spinge sott’acqua

Un imprenditore di 39 anni è accusato di maltrattamenti, lesioni aggravate e danneggiamenti.

Si tuffa per salvarsi, il compagno la spinge sott’acqua

Si è tuffata nelle acque del Lago di Como per sottrarsi a un’aggressione, ma il compagno l’avrebbe raggiunta e avrebbe cercato di tenerle la testa sott’acqua. La donna è riuscita a divincolarsi e a tornare sull’imbarcazione. Per quell’episodio e per una serie di presunti maltrattamenti, un imprenditore di 39 anni è stato arrestato.

L’aggressione in acqua

I fatti più gravi risalgono al 28 giugno, quando la coppia si trovava a bordo di una barca sul lago. Dopo una discussione, secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe colpito la compagna con uno schiaffo al volto. Temendo che la situazione potesse degenerare ulteriormente e preoccupata per la propria incolumità, la donna si sarebbe gettata in acqua per allontanarsi.

Il 39enne si sarebbe tuffato subito dopo, raggiungendola. In base agli elementi raccolti, le avrebbe afferrato la testa e l’avrebbe spinta più volte sott’acqua, pronunciando la frase "È arrivato il tuo momento". La donna sarebbe infine riuscita a liberarsi dalla presa e a risalire sulla barca, mettendosi in salvo.

Le indagini dei carabinieri

L’episodio sarebbe stato il punto più grave di una vicenda iniziata nel settembre 2025. Per mesi, secondo quanto denunciato e ricostruito dagli investigatori, la convivente avrebbe subito un clima fatto di controllo, umiliazioni, minacce e aggressioni fisiche. Alla situazione si sarebbero aggiunte anche minacce di morte e danneggiamenti.

Dopo la denuncia della donna, i carabinieri della stazione di Mozzate hanno avviato gli accertamenti, raccogliendo elementi trasmessi alla Procura di Como. Il pubblico ministero ha quindi chiesto una misura cautelare nei confronti dell’uomo, ritenuto gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e danneggiamento continuato ai danni della compagna.

Il gip del tribunale di Como ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I militari hanno rintracciato il 39enne, lo hanno arrestato e, concluse le formalità, lo hanno accompagnato al carcere del Bassone.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’uomo, pertanto, è da considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna. La responsabilità penale dovrà essere accertata nel corso del procedimento giudiziario.