Si ferma la proposta privata per il futuro della piscina e del palazzetto di Muggiò, ma il Comune di Como non abbandona il progetto. La giunta ha deciso di riaprire il confronto con il mercato attraverso un nuovo avviso rivolto agli operatori economici, fissando in 25 milioni di euro, Iva compresa, il limite massimo del contributo pubblico.
La decisione è contenuta nella deliberazione numero 208, approvata il 23 settembre 2026. L’atto riguarda una proposta di partenariato pubblico-privato che prevedeva la demolizione e la ricostruzione del palazzetto, la realizzazione di un centro natatorio e la successiva manutenzione, oltre alla gestione dell’intero polo sportivo per vent’anni.
Il progetto supera l’esame tecnico
La proposta era stata presentata a Palazzo Cernezzi il 13 dicembre 2024 e successivamente aggiornata il 25 giugno 2025. Un operatore economico si era candidato a curare la progettazione esecutiva, il finanziamento e la realizzazione degli interventi nell’area di via Sportivi Comaschi, assumendo anche la manutenzione ordinaria e straordinaria e la gestione delle strutture per i due decenni successivi.
L’istruttoria degli uffici comunali ha dato esito positivo per i profili tecnico-architettonici e funzionali. Le criticità individuate riguardano invece gli aspetti contrattuali ed economico-finanziari, in particolare la possibilità di ricondurre l’operazione alle regole del partenariato pubblico-privato. Per questo motivo la proposta è stata giudicata non procedibile ai fini della valutazione complessiva dell’interesse pubblico.
Il nuovo avviso per gli operatori
La bocciatura del progetto non comporta l’abbandono del Quartiere dello Sport di Muggiò. L’amministrazione considera ancora l’intervento adatto a essere realizzato attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. L’opera è inserita nella programmazione dei partenariati per il triennio 2026-2028, modificata dal Consiglio comunale, e in quella relativa al periodo 2027-2029.
Le nuove proposte dovranno rispettare tre condizioni principali: consentire la contabilizzazione dell’operazione fuori bilancio secondo le indicazioni Eurostat, non richiedere al Comune più di 25 milioni di euro Iva compresa e non determinare ulteriori effetti sulle casse comunali nel caso in cui non vengano ottenuti altri incentivi o finanziamenti. Il limite definito dalla giunta serve quindi a circoscrivere l’impegno economico dell’ente e a trasferire al privato una parte del rischio.
Con la variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale il 27 luglio erano già state previste risorse per il progetto. Ora gli uffici dovranno pubblicare un nuovo avviso per sollecitare proposte di partenariato coerenti con le condizioni stabilite. La deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile, così da permettere l’avvio rapido della nuova procedura. Restano dunque gli obiettivi di ricostruire il polo sportivo e di coinvolgere soggetti privati, mentre la proposta presentata tra il 2024 e il 2025 esce dal percorso amministrativo.