Bilancio culturale

Mostra Tate a Como, incasso di 154.890 euro dal Comune

La determina dell’8 ottobre non indica il totale degli accessi: il numero è ricostruito attraverso tariffe agevolate e formule cumulative.

Mostra Tate a Como, incasso di 154.890 euro dal Comune

La mostra diffusa Tate a Como, realizzata in collaborazione con la Tate Britain di Londra e aperta dal 29 maggio al 27 settembre 2026, ha generato 154.890 euro di entrate per il Comune di Como attraverso la vendita dei Tate Pass. Il dato è riportato nella determina del settore Cultura dell’8 ottobre, con cui l’amministrazione ha certificato i proventi del percorso espositivo.

Incassi e costi della manifestazione

La somma è stata contabilizzata tra i proventi derivanti dagli ingressi a mostre ed eventi culturali dell’esercizio 2026. L’incasso è destinato a suscitare osservazioni da parte dell’opposizione a Palazzo Cernezzi, considerando che l’organizzazione dell’iniziativa è costata 685mila euro. Il documento, tuttavia, si limita a certificare le entrate e non fornisce un rendiconto complessivo dell’operazione.

La determina non indica il numero totale dei visitatori. Per questo motivo, il dato sulle presenze può essere ricostruito soltanto in via indiretta, tenendo conto del sistema tariffario applicato durante i quattro mesi di apertura. Oltre al biglietto intero erano infatti previste riduzioni, formule dedicate a giovani e famiglie, tariffe per gruppi e accessi gratuiti.

La stima degli ingressi

Dividere l’incasso per il prezzo del biglietto intero porterebbe a una stima inferiore rispetto alla partecipazione effettiva, proprio perché non tutti gli utenti hanno pagato la tariffa ordinaria. Considerando l’insieme dei prezzi applicati, un’affluenza complessiva attorno alle 20mila presenze appare compatibile con i ricavi certificati. Su questa base, l’introito medio sarebbe di circa 7,74 euro per ingresso, un valore coerente con la presenza di visitatori con biglietti interi, ridotti, di gruppo o gratuiti.

Si tratta comunque di una stima e non di un dato ufficiale. Il provvedimento comunale non specifica né il numero dei Tate Pass venduti né quello degli accessi gratuiti, elementi necessari per ricostruire con precisione il totale.

Un’ulteriore variabile riguarda la validità del Tate Pass, che consentiva di accedere alle diverse sedi del percorso nell’arco di 72 ore. Lo stesso visitatore poteva quindi entrare in più spazi espositivi. Occorre perciò distinguere tra visitatori unici e ingressi registrati, distinzione che i dati contenuti nella determina non permettono di effettuare.

Il primo dato economico ufficiale della manifestazione resta dunque quello relativo agli incassi: 154.890 euro. Per quanto riguarda l’affluenza, in attesa di eventuali comunicazioni ufficiali del Comune, il volume complessivo può essere indicato soltanto in modo approssimativo, attorno alle 20mila presenze.