È trascorsa sotto stretta sorveglianza la notte sul Monte Goi, dopo il vasto incendio che ha interessato il bosco e costretto alcune persone a lasciare le proprie abitazioni. La situazione è apparsa meno preoccupante rispetto alla notte precedente, ma residenti e sfollati hanno continuato a monitorare a distanza l’area, anche in vista del possibile ritorno delle fiamme.
Un paio di focolai sono stati segnalati tra la serata precedente e le prime ore del mattino. Un episodio è stato rilevato nella zona della Baita, mentre un altro è stato notato all’alba. Si tratta di riaccensioni ritenute compatibili con l’ampiezza del rogo, che secondo una prima stima ha distrutto circa 25 ettari di bosco. La situazione resta comunque in evoluzione e richiede il mantenimento del presidio.
Il monitoraggio dei vigili del fuoco
Durante la notte sono rimasti impegnati quasi 60 vigili del fuoco, affiancati da volontari e dagli operatori della Protezione civile di Como e del territorio. Le squadre si sono spostate tra i diversi punti del fronte, particolarmente esteso e quindi difficile da controllare in modo uniforme.
Per individuare eventuali aumenti di temperatura e verificare le aree più critiche, i soccorritori hanno utilizzato anche camere termiche. Gli elicotteri hanno concluso i voli in serata, con l’arrivo dell’oscurità, e potrebbero tornare in azione nella mattinata del 15 agosto 2026, se le condizioni lo renderanno necessario.
Strada riaperta e rientro degli sfollati
Il sindaco Alessandro Rapinese ha firmato un’ordinanza che mantiene fino alle 16 l’allontanamento precauzionale delle persone residenti nelle zone più vicine al rogo. Gli sfollati sono circa una cinquantina e sono stati fatti uscire dalle abitazioni a ridosso di via Oltrecolle e dell’area maggiormente interessata dalle fiamme.
Il rientro nelle rispettive case è previsto nel pomeriggio, ma resta subordinato all’evoluzione della situazione e alle valutazioni dei soccorritori. Nel frattempo, via Oltrecolle è stata riaperta al traffico dopo gli interventi di pulizia e sistemazione. Il presidio nell’area prosegue per prevenire nuove riprese del fuoco.