Scuola e amministrazione

Molinari (FdI): “Chiusura della Corridoni, serve rispetto per le famiglie”

Fratelli d'Italia critica il sindaco per il tono usato nei confronti dei genitori sulla chiusura della scuola Corridoni.

Molinari (FdI): “Chiusura della Corridoni, serve rispetto per le famiglie”

L’ultimo attacco al Comune di Como proviene da Fratelli d’Italia, in merito alla controversa chiusura della scuola Corridoni. Il Tar ha già respinto il ricorso delle famiglie, che ora si sono rivolte al Consiglio di Stato. Il segretario cittadino, Stefano Molinari, ha espresso preoccupazione non solo per la sostanza della questione, ma anche per i modi utilizzati dal sindaco Rapinese, che ha proposto cinque alternative per il futuro della scuola.

“Le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco nel corso dell’ultimo Consiglio comunale sulla scuola Corridoni – ha dichiarato Molinari – lasciano sconcertati non solo per il contenuto, ma soprattutto per il tono utilizzato nei confronti dei genitori che, da mesi, stanno difendendo il futuro dei propri figli. Liquidare le loro preoccupazioni con atteggiamenti offensivi e sprezzanti non è degno di chi rappresenta un’istituzione. Un Sindaco dovrebbe ascoltare, confrontarsi e spiegare, non deridere chi pone domande legittime.”

Le preoccupazioni di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia non entra nel merito delle vicende giudiziarie né della competenza del Comune a programmare la rete scolastica, ma sottolinea l’importanza di dimostrare, con dati oggettivi, che esistono spazi adeguati per accogliere tutti gli alunni. “Prima di chiudere una scuola – ha aggiunto Molinari – occorre garantire la stessa qualità dell’offerta formativa, l’inclusione dei bambini con bisogni educativi speciali e la piena sicurezza. Da quanto emerge, questo quadro di certezze oggi non sembra affatto esistere.”

Le conseguenze della chiusura della Corridoni non possono essere sottovalutate: lo smembramento di classi che hanno costruito relazioni educative e di amicizia, il trasferimento di bambini in plessi diversi, l’aggravio organizzativo per centinaia di famiglie e le difficoltà di spostamento in una città già afflitta da pesanti criticità sul piano della viabilità e dei parcheggi.

Un appello al dialogo

“Una scuola – ha concluso Molinari – non è un insieme di muri da spostare su una planimetria. È una comunità educativa fatta di bambini, insegnanti, famiglie, relazioni e inclusione. Chiediamo all’Amministrazione comunale di abbandonare ogni atteggiamento ideologico e autoreferenziale, aprendo un confronto serio con le famiglie, con il personale scolastico e con tutte le istituzioni coinvolte. Le decisioni amministrative possono essere difficili, ma devono essere accompagnate dal rispetto delle persone e dalla certezza di offrire soluzioni realmente migliori. Su questo continueremo a vigilare, nell’interesse esclusivo dei bambini e delle loro famiglie.”