È proseguito per tutta la notte l’intervento sul Monte Goj, dove un incendio boschivo ha continuato a interessare diverse aree del territorio di Como. Nell’aggiornamento diffuso alle 6 di venerdì 14 agosto, i vigili del fuoco hanno indicato la situazione del capoluogo lariano come la più critica tra quelle legate agli incendi boschivi in corso in Lombardia.
Complessivamente sono 130 i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di contenimento e spegnimento. Alle squadre dei comandi lombardi si sono aggiunti rinforzi provenienti da Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna, per un totale di 27 uomini. Sul posto operano anche la protezione civile e i volontari del Lario, impegnati nel presidio delle zone più esposte e nella tutela delle abitazioni e delle infrastrutture.
Intervento con i Canadair
Il fronte ritenuto più attivo è quello di Albate, anche a causa delle condizioni del vento. Le squadre hanno lavorato senza interruzione per tutta la notte, mentre alle prime luci dell’alba è stato disposto l’invio di due Canadair della flotta aerea dello Stato. I velivoli hanno già sorvolato l’area ed effettuato i primi lanci, affiancando dal cielo il lavoro degli operatori a terra.
Le attività sono proseguite con lo spegnimento dei focolai, il monitoraggio del fronte e la protezione degli edifici vicini alla vegetazione interessata dalle fiamme. I Canadair possono trasportare circa 6.000 litri d’acqua per serbatoio e ricaricarsi in pochi secondi, consentendo interventi ripetuti sulle aree più difficili da raggiungere da terra.
Strade chiuse e residenti evacuati
L’incendio ha avuto conseguenze anche sulla viabilità e sulla sicurezza dei residenti. Via Oltrecolle è stata chiusa al traffico dalla tarda serata nel tratto compreso tra via Madruzza e Lora, a causa della presenza di focolai nella vegetazione vicino alla carreggiata. Alle 7 la strada risultava ancora interdetta.
Durante la notte alcune abitazioni di via Carlo Volpati sono state evacuate per il fumo particolarmente intenso e per la situazione nell’area. Le prime evacuazioni erano state disposte già nella serata precedente in via Caprani. In totale, 50 persone hanno lasciato precauzionalmente le proprie case.
L’emergenza era aumentata rapidamente nel corso della giornata di giovedì, quando erano stati mobilitati rinforzi da Lodi, Monza e Brianza, Mantova, Varese, Cremona e Lecco. Nel corso della notte sono poi arrivate le squadre da fuori regione. Fumo e cenere hanno interessato diverse zone di Como, raggiungendo anche l’area del centro. L’attenzione resta concentrata sui focolai ancora attivi e sulla messa in sicurezza delle abitazioni e delle infrastrutture vicine al fronte.