Si riaccende il confronto politico a Como in vista delle elezioni comunali del 2027. Stefano Molinari, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, replica alle recenti dichiarazioni del sindaco Alessandro Rapinese sull’autonomia dei candidati sostenuti dai partiti e sposta il tema sui risultati dell’amministrazione comunale dopo quattro anni di mandato.
Molinari contesta l’idea secondo cui un candidato appoggiato da una formazione politica rischierebbe di diventare il pappocchio di qualcuno. A suo giudizio, una lista civica non rappresenta automaticamente una garanzia di buon governo, così come il sostegno dei partiti non comporta necessariamente la perdita di autonomia da parte di chi si candida.
Il confronto sulle opere ancora ferme
Il coordinatore di Fratelli d’Italia concentra quindi le sue critiche sulle principali questioni aperte della città. Nel suo intervento cita Ticosa, Muggiò e lo stadio Sinigaglia, tre opere e aree strategiche per le quali, sostiene, dopo quattro anni non sarebbe ancora partito alcun cantiere. Molinari richiama anche il fatto che lo stesso sindaco avrebbe riconosciuto la mancata apertura dei lavori.
La valutazione non riguarda soltanto le opere pubbliche. Molinari segnala criticità che, secondo la sua lettura, interessano anche sport, scuole, mobilità, commercianti e associazioni. Il rappresentante politico lamenta inoltre una carenza di confronto e di ascolto da parte dell’amministrazione comunale, sostenendo che prendere decisioni in autonomia non significhi necessariamente assumere le scelte migliori.
Lo sguardo alle comunali del 2027
Nel ragionamento di Molinari, l’esperienza e le competenze maturate all’interno dei partiti possono costituire una risorsa per la città, invece di essere considerate un limite all’indipendenza di un futuro sindaco. Il riferimento è alla prossima tornata elettorale, quando gli elettori saranno chiamati a valutare non soltanto le dichiarazioni di autonomia, ma anche la capacità di amministrare e di tradurre i progetti in risultati.
La posizione espressa dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia è sintetizzata nella richiesta di una squadra e di una visione condivisa, contrapposte all’immagine dell’uomo solo al comando. Per Molinari, la libertà di un sindaco non si misurerebbe tanto dalle forze che lo sostengono, quanto dalla sua capacità di realizzare interventi concreti per Como.