Indagine penale

Siher tace davanti al gip, stupore a Lurate Caccivio

Youssef ha scelto il silenzio a San Vittore; Sagia Hammoud è coinvolta senza misure cautelari.

Siher tace davanti al gip, stupore a Lurate Caccivio

Youssef Siher ha scelto di non rispondere alle domande della gip Tiziana Landoni durante l’interrogatorio svolto martedì 27 ottobre nel carcere di San Vittore, a Milano. L’attivista è coinvolto nell’inchiesta sul Movimento 17 ottobre ed è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata in manifestazioni pubbliche.

Nel procedimento è coinvolta anche la moglie, Sagia Hammoud, 32 anni, nata a Como e cresciuta a Lurate Caccivio. La donna, mediatrice interculturale di origini libanesi, è indagata a piede libero. La notizia ha suscitato sorpresa nel comune comasco, dove Hammoud ha frequentato le scuole elementari e medie prima di proseguire gli studi al liceo Terragni di Olgiate Comasco.

La posizione dell’attivista

Nel corso dell’interrogatorio Siher si è avvalso della facoltà di non rispondere. I suoi difensori, Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, hanno chiesto di non convalidare il fermo e di respingere la richiesta di applicazione di misure cautelari.

Secondo quanto riferito dalla difesa e riportato da MilanoToday, i legali contestano sia la sussistenza dei reati sia l’aggravante della finalità terroristica. A loro giudizio, i contenuti pubblicati online dall’attivista rientrerebbero nell’esercizio delle libertà costituzionali e non costituirebbero istigazione a commettere reati. Gli avvocati sostengono inoltre che non vi siano i presupposti per mantenere l’uomo sottoposto a una misura cautelare.

La reazione nel Comasco

La vicenda ha avuto ripercussioni anche nel territorio comasco, dove la famiglia Hammoud è conosciuta per l’impegno nelle attività di integrazione e mediazione culturale. Dopo gli anni trascorsi a Lurate Caccivio, la famiglia si era trasferita a Oltrona San Mamette.

Come riportato da La Provincia, anche la sindaca di Lurate Caccivio, Serena Arrighi, ha espresso stupore per l’indagine. La prima cittadina, che conosce personalmente la famiglia, ha ricordato il contributo della madre di Sagia alle iniziative di integrazione sul territorio e ha sottolineato la necessità di rispettare la presunzione di innocenza, lasciando alla magistratura il compito di accertare eventuali responsabilità.

Secondo l’ipotesi investigativa, Siher e la moglie avrebbero amministrato insieme i canali Telegram e Instagram del Movimento 17 ottobre, utilizzati per diffondere messaggi e indicazioni legati alle mobilitazioni di piazza. La posizione della donna resta però distinta da quella del marito: Hammoud è indagata in stato di libertà e nei suoi confronti non sono state disposte misure cautelari.

I difensori assistono entrambi i coniugi e contestano le accuse formulate nell’inchiesta. L’avvocata Abu Sharar ha riferito che la 32enne sta vivendo la situazione con comprensibile dispiacere. Le indagini proseguono e la responsabilità delle persone coinvolte dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.