Le chat circolate sui social network e in diversi gruppi alimentano i timori per possibili disordini a Como in occasione di due manifestazioni ipotizzate per il 24 ottobre. L’autenticità dei messaggi, tuttavia, non è stata accertata. Il contenuto ha comunque provocato le prime reazioni politiche, anche alla luce delle violenze registrate nei giorni precedenti a Milano.
A chiedere attenzione e misure preventive sono Luigi Bottone, candidato sindaco, e Alessandro Nardone, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Entrambi sollecitano le autorità a predisporre controlli e un coordinamento adeguato tra le forze dell’ordine, con l’obiettivo di tutelare residenti, commercianti e attività economiche della città.
La richiesta di prevenzione
Bottone sostiene che quanto accaduto a Milano debba rappresentare un campanello d’allarme anche per Como. Secondo il candidato, le istituzioni non dovrebbero attendere eventuali danneggiamenti per intervenire e dovrebbero garantire una gestione preventiva delle possibili iniziative.
Nel suo intervento, Bottone distingue tra il diritto a manifestare pacificamente, definito fondamentale, e gli eventuali comportamenti violenti. La richiesta riguarda in particolare controlli e interventi tempestivi per proteggere le persone e le attività, evitando che una protesta possa trasformarsi in episodi di devastazione o in rischi per la sicurezza pubblica.
La segnalazione alle autorità
Nardone riferisce di avere trasmesso agli organi competenti gli screenshot relativi a un presunto gruppo WhatsApp denominato 24.10 COMO. Nei messaggi, secondo quanto riferito dal coordinatore di Fratelli d’Italia, si farebbe riferimento all’organizzazione di possibili azioni violente in città e alla presenza di passamontagna, oggetti potenzialmente offensivi e attività commerciali da colpire.
Lo stesso Nardone precisa di non poter stabilire se le conversazioni siano autentiche, se si tratti di provocazioni o di contenuti falsi. Per questo motivo ha inviato la documentazione alla Questura, alla Prefettura, ai carabinieri e alla polizia locale, chiedendo di procedere con le verifiche necessarie.
La vicenda resta quindi legata a informazioni non confermate e a manifestazioni la cui effettiva organizzazione non risulta chiarita nel testo. L’invito rivolto alle autorità è a mantenere distinta la libertà di espressione dalle eventuali condotte criminali, mentre gli accertamenti dovranno stabilire la natura e l’attendibilità dei materiali diffusi online.