Domenica 18 ottobre alle 16.30, il Teatro Comunale San Teodoro di Cantù, in via Corbetta 7, ospiterà La bella mai addormentata, spettacolo della compagnia Eco di fondo inserito nella stagione Teatro Ragazzi. La rappresentazione è destinata a un pubblico di tutte le età, a partire dai cinque anni.
L’allestimento rilegge in chiave originale la fiaba tradizionale e parte da una domanda: che cosa accadrebbe se una bambina fosse cresciuta da tre fate? Fauna, Flora e Serenella, le celebri madrine della storia, si trovano così alle prese con un compito più complesso di qualsiasi incantesimo: accompagnare una piccola principessa nel percorso della crescita.
Una fiaba rovesciata
Le tre protagoniste devono affrontare le difficoltà quotidiane senza istruzioni, formule magiche o manuali capaci di indicare la soluzione giusta. Ognuna ha un carattere e un modo diverso di reagire, mentre la bambina affidata alle loro cure si dimostra vivace, curiosa e tutt’altro che incline ad addormentarsi. Da qui nasce il titolo La bella mai addormentata, che capovolge uno degli elementi più noti del racconto originale.
Tra tentativi maldestri, incomprensioni e momenti di tenerezza, le madrine scoprono quanto sia impegnativo prendersi cura di qualcuno. La distinzione tra il ruolo di madre e quello di madrina diventa anche un elemento comico, ma nel corso della vicenda assume un significato più profondo, legato alla responsabilità e alla presenza quotidiana.
Il rapporto tra adulti e infanzia
Attraverso il linguaggio della fiaba, la compagnia affronta il rapporto tra genitori e figli e riflette sulle forme di famiglia in cui il legame affettivo non coincide necessariamente con quello biologico. Le tre fate rappresentano chi sceglie di accogliere un bambino e di accompagnarlo nella crescita, come avviene anche nei percorsi di affidamento.
Il tema centrale è l’idea che genitori non si nasce, ma si diventa imparando a conoscere chi si ha accanto, accettandone i bisogni e mettendo in discussione le proprie certezze. La riflessione viene proposta con ironia e leggerezza, attraverso una narrazione pensata per coinvolgere anche gli spettatori più piccoli.
Ilaria Longo interpreta da sola le tre fate, trasformandosi nelle diverse protagoniste attraverso la voce, il corpo e il lavoro attoriale. Lo spettacolo è liberamente ispirato a La bella addormentata di Charles Perrault e utilizza musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Testo e regia sono di Giacomo Ferraù e Giulia Viana. Le scene sono curate da Marina Conti, che firma anche i costumi insieme a Elena Rossi; il disegno luci è di Giacomo Marettelli Priorelli. La produzione è del Teatro dell’Elfo e di Eco di fondo.