Spazi urbani

Il mercato coperto di Como resta vuoto dopo lo sgombero

L’area destinata agli Agricoltori Comaschi è inutilizzata da due anni, mentre l’ex struttura dei grossisti viene aperta soltanto occasionalmente.

Il mercato coperto di Como resta vuoto dopo lo sgombero

Il mercato coperto di Como, nello spazio riservato agli Agricoltori Comaschi, è oggi un’area ordinata e regolamentata, ma priva di attività. Due anni dopo lo sgombero deciso dal Comune, il padiglione che ospitava i produttori locali è rimasto sostanzialmente inutilizzato, con un vecchio cartello appoggiato al muro come unica traccia della precedente esperienza.

Prima dell’intervento dell’amministrazione erano presenti 15 produttori locali. La loro attività rappresentava un punto di riferimento per la città: un luogo di incontro e una possibilità di acquistare prodotti a chilometro zero al di fuori dei circuiti della grande distribuzione. Secondo quanto riportato, gli operatori non avrebbero però avuto un’organizzazione sufficiente per adeguarsi alle condizioni richieste e resistere allo sfratto.

Un padiglione senza attività

Nel frattempo, la soluzione annunciata per il futuro dell’area non si è tradotta in una presenza stabile. Lo spazio era stato indicato come destinazione per Coldiretti, ma la situazione descritta mostra un padiglione privo di banchi e di frequentazione. Soltanto tre delle attività precedentemente presenti hanno trovato una diversa collocazione, mentre il mercato agricolo ha cessato di funzionare nel 2024.

Il risultato è la perdita di una realtà considerata significativa per il tessuto cittadino. La chiusura non ha riguardato soltanto un’attività commerciale, ma anche uno spazio di relazione e di accesso diretto alle produzioni del territorio. Il confronto tra la vivacità precedente e l’attuale assenza di operatori alimenta così una riflessione sulle scelte compiute e sulla gestione degli spazi pubblici.

L’ex mercato dei grossisti

Una situazione analoga viene segnalata anche per l’ex mercato dei grossisti. Il progetto risale al 2009 ed è stato completato nel 2015, ma non avrebbe ancora trovato una funzione definita. La struttura viene aperta soltanto in occasioni sporadiche e, secondo la ricostruzione, non ha acquisito una vera identità.

Le due aree vengono quindi indicate come esempi di spazi cittadini rimasti senza un utilizzo continuativo. In un caso il vuoto è seguito allo sgombero dei produttori agricoli; nell’altro, a un progetto concluso senza una destinazione capace di renderlo stabile e riconoscibile. Il tema riguarda anche altri luoghi di Como, alcuni in attesa di interventi di messa a norma e altri ancora privi di una proposta concreta.