Con l’arrivo dell’autunno, i boschi del Comasco tornano a essere frequentati da famiglie e appassionati alla ricerca delle castagne. Nei castagneti che circondano il Lago di Como, i ricci verdi e spinosi custodiscono i frutti fino alla maturazione, generalmente compresa tra settembre e novembre. La raccolta è una consuetudine ancora molto diffusa, spesso associata alle sagre locali e alla preparazione delle caldarroste.
La castagna ha avuto per secoli un ruolo importante nell’alimentazione delle popolazioni montane. Dalla sua farina si ricavavano focacce, polente e altri cibi semplici, tanto da essere considerata il pane dei poveri. Oggi il frutto viene consumato soprattutto bollito o arrostito, ma continua a essere utilizzato in diverse ricette della tradizione lariana. Prima di iniziare la raccolta è comunque necessario prestare attenzione alle condizioni meteo e distinguere le castagne commestibili dalle cosiddette castagne matte.
Le principali zone del Comasco
Tra le aree indicate per cercare le castagne ci sono i boschi di San Fedele d’Intelvi, Casasco Intelvi e Schignano. Altri percorsi si trovano in Valbrona, da Canzo ad Asso, e nei dintorni del Ghisallo. Sono inoltre segnalati i boschi che da Cernobbio salgono verso il Monte Bisbino e quelli compresi tra Parè e Uggiate Trevano.
Restando nei dintorni della città, la raccolta può interessare i boschi della Spina Verde. Tra gli altri luoghi vengono indicati Pian del Tivano, raggiungibile salendo da Nesso, l’Alpe del Viceré da Albavilla, il Monte Goj con accessi da Lora o Albate, e la Valsolda, nella zona compresa tra Puria, Dasio e Castello. Anche i boschi di Brunate, lungo la salita verso le baite, rientrano tra le località citate.
Varietà e utilizzi in cucina
Nelle zone del Lario non si trovano soltanto i marroni, generalmente più grandi e adatti a essere bolliti o arrostiti. Tra le varietà locali sono ricordate la Lüina, indicata soprattutto per l’essiccazione, e la Verdesa, che può essere conservata fresca all’interno della ricciaia, dove i frutti restano nei ricci fino alla maturazione. Sono presenti anche l’Anghirovera, o Ranghirovera, la cui pezzatura è grande ma il sapore meno intenso, e l’Ostana, più piccola, dolce e a maturazione precoce.
Ricche di amido e proteine e povere di grassi, le castagne sono alla base di numerose preparazioni tradizionali. Nel territorio lariano vengono impiegate per zuppe e minestre, per i castegn e làcc, per la polenta e per gli gnocchi. La raccolta nei boschi può così concludersi con una preparazione semplice, dalle castagne bollite a quelle cotte sul fuoco, spesso accompagnate da vino rosso o vin brulè.