Una partecipazione numerosa, con molte biciclette, ha accompagnato la manifestazione organizzata da Nova Como per contestare il divieto di transito introdotto dalla Giunta comunale in oltre trenta strade della città murata. All’iniziativa ha aderito anche il Partito Democratico, che ha affidato le proprie valutazioni a Stefano Legnani, consigliere comunale, e Alessandro Rossi, segretario del Circolo Convalle.
Secondo i rappresentanti del Pd, la presenza dei partecipanti sarebbe la conferma del dissenso verso un provvedimento ritenuto contrario alla vivibilità di Como. Nel mirino del partito c’è soprattutto la scelta di vietare il passaggio delle biciclette in modo generalizzato, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, anche in strade che, a giudizio dei democratici, non presenterebbero particolari criticità legate alla presenza di pedoni o attività commerciali.
Le contestazioni del Partito Democratico
Legnani e Rossi accusano l’amministrazione comunale di non avere ascoltato le esigenze dei cittadini e sostengono che la regolamentazione adottata vada nella direzione opposta rispetto alle politiche seguite da numerose città italiane ed europee. In quei contesti, osserva il Pd, l’uso della bicicletta viene incentivato come strumento per ridurre traffico e inquinamento e migliorare la qualità della vita.
Il partito critica anche il percorso che avrebbe portato alla decisione. Il divieto, secondo la ricostruzione contenuta nella nota, sarebbe stato adottato dopo l’incidente che ha coinvolto personalmente il sindaco Alessandro Rapinese. Per il Pd, il provvedimento non sarebbe stato accompagnato da dati e da un’analisi complessiva dell’incidentalità. La regolamentazione viene quindi descritta come una risposta assunta sull’onda dell’emotività e ritenuta troppo ampia rispetto alle situazioni di rischio effettive.
Le proposte sulla mobilità
Nel comunicato il Partito Democratico allarga la critica al metodo dell’amministrazione comunale, parlando di una continua introduzione di divieti e regolamenti. Secondo Legnani e Rossi, questo approccio evidenzierebbe una mancanza di visione e un’insufficiente capacità di analizzare e affrontare i problemi della città.
Accanto alla contestazione del divieto, il Pd indica alcune proposte per rendere Como più accessibile e orientata alla mobilità ciclabile. Tra queste figurano la realizzazione di piste ciclabili, la reintroduzione e l’ampliamento del bike sharing, la creazione di velostazioni, il libero accesso alla Ztl per le persone con disabilità e una nuova disciplina per l’ingresso dei mezzi commerciali.
Per i promotori dell’iniziativa, l’obiettivo non dovrebbe limitarsi al contrasto del provvedimento, ma comprendere una progettazione più ampia della città. La richiesta è di costruire una Como in cui il cittadino abbia un ruolo centrale nelle scelte sulla mobilità e sull’organizzazione degli spazi urbani.