Una pila di undici libri accanto a un bambino di nove anni ha suscitato la perplessità di una nonna di Como. Si tratta dei testi scolastici e degli eserciziari acquistati per il nipote, che lunedì 14 settembre inizierà la quarta elementare in una scuola di via XX Settembre. La fotografia dei volumi è stata inviata alla redazione come spunto per riflettere sulla quantità di materiale che oggi accompagna gli alunni della primaria.
A ritirare i libri è stata la madre del bambino, secondogenito della famiglia. Una volta riuniti tutti i volumi, la quantità ha colpito la nonna, che si è chiesta se un carico simile sia adeguato per un alunno di quell’età. Tra i testi c’è anche un volume di matematica particolarmente corposo, che contiene al suo interno altri due eserciziari.
Il confronto con la scuola di ieri
La segnalazione richiama il confronto con la scuola elementare di alcuni decenni fa, quando gran parte delle materie era raccolta in un unico sussidiario. A questo si aggiungevano il libro di lettura, i quaderni, il diario e poco altro. Le classi erano spesso numerose e la giornata scolastica era affidata soprattutto a un maestro o a una maestra unici.
La nonna ricorda anche gli esami che in passato accompagnavano il percorso degli alunni, compreso quello al termine della quinta elementare e, per alcune generazioni, quello necessario per passare dalla seconda alla terza. Il paragone, però, non viene proposto come un invito a tornare indietro: nel frattempo sono cambiate la didattica, l’organizzazione scolastica e l’attenzione alle diverse esigenze dei bambini.
Il problema della gestione quotidiana
La questione sollevata non riguarda soltanto il peso fisico dei volumi. Un bambino deve riconoscere le diverse materie, ricordare quali testi portare, organizzare eserciziari e quaderni e gestire il materiale necessario per le lezioni. Per questo la nonna considera difficile affidare a un alunno di nove anni l’organizzazione di una dotazione così ampia.
Non è detto, tuttavia, che tutti gli undici libri debbano essere trasportati ogni giorno tra casa e scuola. Molto dipende dalle modalità adottate nella singola classe, dalle indicazioni degli insegnanti e dalla possibilità di lasciare una parte del materiale nell’edificio scolastico. Anche l’evoluzione dello zaino, sempre più spesso dotato di ruote e manico telescopico, viene citata come un segnale della quantità di oggetti che accompagna la giornata degli studenti.
La fotografia scattata a Como diventa così il punto di partenza per una domanda più ampia: avere più testi significa necessariamente imparare di più? La scuola attuale dispone di strumenti e conoscenze che in passato non esistevano, ma la riflessione della nonna invita a valutare anche ciò che può essere ridotto, oltre a quello che viene aggiunto. Il tema resta quello dell’equilibrio tra le esigenze della didattica e la capacità dei bambini di gestire il materiale scolastico.