Un bicchiere di vino in gravidanza non è considerato sicuro, neppure se assunto ai pasti o solo occasionalmente. Il messaggio è stato rilanciato in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione della sindrome feto-alcolica e dei disturbi correlati, che ricorre il 9 settembre. L’indicazione rivolta alle donne che stanno pianificando una gestazione è di evitare completamente le bevande alcoliche già dal periodo preconcezionale e per tutti i nove mesi.
A spiegare i motivi della raccomandazione è Paolo Beretta, direttore del Dipartimento Materno Infantile e primario di Ostetricia e Ginecologia di Asst Lariana. L’alcol, sotto forma di etanolo, attraversa la placenta e raggiunge il feto, il cui organismo non dispone ancora degli enzimi necessari per metabolizzarlo. Per questo, secondo le indicazioni richiamate dal medico, non è possibile individuare una dose minima al di sotto della quale il rischio possa essere escluso.
I possibili effetti sul feto
Vino, birra e superalcolici possono esporre il nascituro agli stessi rischi biologici, già dalle prime fasi della gestazione. L’assunzione di alcol può interferire con lo sviluppo del cervello e degli altri organi, provocando conseguenze anche irreversibili. La manifestazione più grave è la sindrome feto-alcolica, o FAS, che può comprendere ritardo della crescita intrauterina, basso peso alla nascita, microcefalia e dismorfismi facciali.
Tra le possibili conseguenze vengono indicate anche anomalie cardiache, scheletriche, renali o oculari, oltre a difficoltà cognitive e comportamentali. L’alterazione della funzione placentare può inoltre aumentare il rischio di aborto spontaneo, parto prematuro e morte endouterina del feto. Nei primi mesi di vita è stato segnalato anche un maggiore rischio di morte improvvisa del lattante. Ministero della Salute e Organizzazione mondiale della sanità raccomandano quindi l’astensione totale.
Se il consumo è avvenuto prima del test
Può capitare che una donna assuma alcol nei primi giorni, prima di sapere di essere incinta. In questa situazione, spiega Beretta, è importante interrompere subito il consumo e informare il proprio medico, senza lasciarsi travolgere dal panico. Nelle fasi iniziali dello sviluppo embrionale viene richiamata la cosiddetta legge del tutto o nulla: se il danno è grave, la gravidanza può interrompersi spontaneamente; se prosegue regolarmente, l’embrione sta con ogni probabilità evolvendo in un ambiente di sviluppo normale.
Un episodio isolato non deve dunque provocare allarme, ma richiede attenzione e un confronto con il professionista di riferimento. Se non è già stato iniziato, il medico può indicare l’assunzione di acido folico e i controlli appropriati. L’indicazione centrale resta quella di adottare scelte salutari dal momento in cui si viene a conoscenza della gestazione, evitando ulteriori consumi.
Asst Lariana accompagna le donne e le coppie dal periodo preconcezionale ai primi mesi di vita del bambino, attraverso il collegamento tra assistenza ospedaliera e Consultori familiari. Sono disponibili controlli per le gravidanze a basso rischio, percorsi dedicati alle gestazioni a rischio o gemellari, incontri gratuiti di accompagnamento alla nascita e sostegno psicologico e sociale nelle situazioni di vulnerabilità. Dopo il parto sono previste visite ostetriche domiciliari programmate e spazi nei Consultori per il sostegno all’allattamento e il confronto tra neo-genitori.