Testimonianza umana

Volontario del 118: «Il soccorso è la mia vita»

Una partenza prima dell’alba, un intervento in autostrada e il racconto delle emozioni vissute durante ogni emergenza.

Volontario del 118: «Il soccorso è la mia vita»

Una sveglia nel cuore della notte, l’arrivo in sede e una chiamata improvvisa per un incidente in autostrada. È lo scenario raccontato da Marco, volontario del 118, in una lettera dedicata alla sua città e pubblicata sulla pagina social Sei di Como se-Gruppo. Nel testo, il soccorritore descrive il peso delle responsabilità e il significato di una scelta che, nel tempo, è diventata parte integrante della sua vita.

La chiamata prima dell’alba

Il turno sarebbe iniziato alle 6.30, ma Marco racconta di essersi alzato alle 4.30. Dopo aver raggiunto la sede e parcheggiato l’auto, ha ricevuto dai colleghi del turno notturno la comunicazione di una nuova uscita: codice rosso per un incidente in autostrada. Le informazioni disponibili erano poche e non c’era tempo per prepararsi all’intervento.

Il mezzo è partito subito. A bordo, spiega il volontario, si concentrano emozioni diverse: ansia, paura, tensione, ma anche coraggio, lucidità e senso di responsabilità. In situazioni di questo tipo, la priorità è restare concentrati e svolgere il proprio compito senza lasciarsi bloccare dalla pressione del momento.

Il lavoro della squadra

Arrivati sul posto, i soccorritori hanno operato insieme, ciascuno con un ruolo preciso. Marco racconta che l’intervento si è concluso positivamente e che le persone assistite erano sconosciute, come spesso accade durante i servizi di emergenza. Proprio il lavoro di squadra, secondo la sua testimonianza, consente di affrontare anche gli scenari più difficili con metodo e attenzione.

Al termine dell’uscita, gli operatori si sono confrontati sull’attività svolta, condividendo la soddisfazione per aver dato il massimo. È in quei momenti, osserva il volontario, che si comprende il valore di un impegno prestato per aiutare persone con cui probabilmente non si avrà più occasione di entrare in contatto.

Nella parte conclusiva della lettera, Marco spiega che cosa rappresenti per lui questa attività: non soltanto un servizio, ma una scelta personale profonda. Il suo messaggio richiama inoltre l’importanza di utilizzare il 118 solo quando necessario, per non sottrarre un’ambulanza a chi ha davvero bisogno di assistenza. L’invito finale è rivolto a chi desidera impegnarsi nel volontariato e contribuire, attraverso il proprio tempo, alla comunità.