Il Partito democratico di Como contesta il trasferimento di 200 alunni della scuola Corridoni negli spazi di via Fiume. L’operazione, avviata dall’amministrazione comunale, viene definita dal Pd frettolosa e potenzialmente pericolosa per le condizioni degli ambienti, l’accessibilità e la disponibilità di spazi destinati alle attività educative.
Le contestazioni del partito
In un comunicato, il segretario cittadino del Pd Como Daniele Valsecchi e il referente per le scuole Francesco Finizio criticano le modalità con cui il Comune sta predisponendo gli spazi di via Fiume. Secondo i due esponenti, le immagini delle attrezzature trasferite mostrerebbero una gestione caratterizzata da fretta e scarsa programmazione.
Nel mirino del partito c’è anche l’atteggiamento attribuito al sindaco Alessandro Rapinese, accusato di procedere senza tenere sufficientemente conto delle esigenze del sistema educativo e delle famiglie. Il Pd sostiene che l’amministrazione stia privilegiando la visibilità dell’intervento e sollecita invece un confronto più approfondito con le comunità scolastiche coinvolte.
I rilievi sulla sicurezza
Il punto centrale della contestazione riguarda le osservazioni dell’Ufficio scolastico regionale. Secondo quanto riferito dal Pd, l’organismo avrebbe espresso riserve sulla sicurezza degli spazi, sull’accessibilità per gli alunni con disabilità e sulla possibile riduzione di ambienti considerati importanti per la crescita e la formazione degli studenti.
Gli esponenti democratici denunciano inoltre il silenzio del Comune rispetto a queste segnalazioni. A loro giudizio, il trasferimento avrebbe conseguenze anche sulla scuola Venini, i cui laboratori verrebbero smantellati per ricavare gli spazi necessari ad accogliere gli alunni della Corridoni. L’operazione, sostengono Valsecchi e Finizio, finirebbe così per incidere su due comunità scolastiche contemporaneamente.
Il Pd rivolge quindi un appello alla giunta, ai consiglieri di maggioranza e ai dirigenti comunali affinché intervengano per fermare il trasferimento e riesaminare il progetto. La richiesta è di garantire ascolto alle famiglie, attenzione alle esigenze degli studenti e una valutazione complessiva delle condizioni degli spazi prima di procedere.