Mobilità urbana

Ceriello: «Vietare le bici nella Ztl è un errore»

Paola contesta l’estensione del provvedimento e propone soglie ridotte per i mezzi a due ruote

Ceriello: «Vietare le bici nella Ztl è un errore»

Paola Ceriello, consigliera comunale di Forza Italia a Como ed ex esponente della maggioranza del sindaco Alessandro Rapinese, contesta la nuova disciplina della zona a traffico limitato approvata dalla giunta cittadina con una delibera e una successiva ordinanza. Al centro della sua posizione c’è il divieto di transito imposto alle biciclette in un’ampia porzione della città murata.

La consigliera riconosce la necessità di regolamentare l’accesso al centro storico, in considerazione dell’elevato flusso di veicoli e della velocità, a suo giudizio incongrua, raggiunta da furgoni, automobili, biciclette elettriche e monopattini nelle principali piazze. La critica riguarda però l’estensione del divieto alle biciclette, ritenuta eccessiva rispetto agli obiettivi di sicurezza e vivibilità dell’area.

Le difficoltà per chi usa la bicicletta

Secondo Ceriello, impedire la circolazione ciclabile rischia di penalizzare i cittadini che hanno scelto la bicicletta come alternativa quotidiana all’automobile. Il provvedimento, sostiene, potrebbe costringerli a deviare all’esterno delle mura anche per raggiungere il posto di lavoro o svolgere normali attività, con possibili disagi e situazioni di pericolo.

La consigliera considera comprensibili le limitazioni nelle aree a vocazione pedonale, citando piazza San Fedele, via Vittorio Emanuele e via Luini. Ritiene invece inaccettabile che il divieto venga esteso anche ad alcuni percorsi ritenuti essenziali per la mobilità ciclabile, tra cui via Bellini, piazza Perretta, piazza Verdi e via Albertolli.

Il nodo delle biciclette elettriche non conformi

Nel suo intervento Ceriello distingue tra biciclette tradizionali e mezzi elettrici non conformi alla normativa. La principale criticità, afferma, sarebbe rappresentata dalle e-bike modificate, capaci di raggiungere velocità elevate senza richiedere la pedalata assistita. In base alle regole richiamate dalla consigliera, i mezzi che funzionano senza il movimento dei pedali devono essere equiparati ai ciclomotori e sottoposti alle relative sanzioni.

Ceriello segnala inoltre violazioni del Codice della strada, come il transito sui marciapiedi e la circolazione contromano, osservate sia all’interno sia all’esterno della città murata. A sostegno della sua denuncia cita un episodio a cui avrebbe assistito personalmente il 26 agosto 2026 in via Brambilla, nel tratto compreso tra via Rezzonico e Sant’Agostino.

Come alternativa al divieto generalizzato, la consigliera propone di intervenire sui comportamenti e sulla velocità dei mezzi. Richiama il modello di Colmar, città europea già citata dalla giunta, dove nelle aree sensibili sarebbe stato introdotto un limite di 6 chilometri orari per biciclette e monopattini. Per Ceriello, la soluzione dovrebbe puntare su regole mirate e controlli rigorosi, senza penalizzare tutti gli utenti per le violazioni commesse da una parte dei conducenti.