Il Partito popolare del Nord della provincia di Como ha diffuso il 25 agosto 2026 un comunicato nel quale denuncia quella che definisce una cronica impreparazione delle istituzioni di fronte agli incendi boschivi e al rischio di dissesto idrogeologico. Nel documento, firmato da Christian Faverio e Luciano Grammatica, il partito collega l’emergenza alla mancata manutenzione del territorio.
Boschi esposti agli incendi
Tra gli episodi indicati figura l’incendio che ha interessato il Monte Goj, a ridosso del capoluogo, insieme ai numerosi roghi divampati nell’area dell’Alto Lario. Secondo il Partito popolare del Nord, non si tratterebbe di fatalità, ma della conseguenza dell’abbandono in cui versano alcune aree boschive.
Il comunicato richiama in particolare la presenza di strati di foglie vecchie, rami e alberi sradicati dagli eventi meteorologici e lasciati a terra. L’accumulo di biomassa, sostiene il partito, può trasformarsi in combustibile alla prima scintilla, soprattutto in presenza di periodi estivi caratterizzati da siccità sempre più severe. Il documento esprime inoltre ringraziamento a soccorritori e volontari per la professionalità e il coraggio dimostrati, ma avverte che il loro impegno non dovrebbe diventare un alibi per l’inerzia della politica.
Le proposte per la prevenzione
In vista dell’autunno, il partito segnala anche il rischio di un aggravamento del dissesto idrogeologico. Tra le possibili conseguenze della carenza di manutenzione ordinaria vengono citate la presenza di piante instabili, i tombini intasati e il rischio di esondazioni di torrenti e fiumi.
Per affrontare il problema, il Partito popolare del Nord propone di affidare direttamente a province e comuni una quota maggiore della gestione della manutenzione ordinaria, prevedendo anche agevolazioni fiscali per i cittadini disponibili a collaborare alla cura del territorio. La seconda richiesta riguarda il trattenimento in Lombardia di una parte delle risorse generate dalla regione.
Il comunicato cita un residuo fiscale regionale superiore a 60 miliardi di euro l’anno e chiede che almeno il 30% possa rimanere sul territorio. Secondo il partito, una disponibilità di oltre 18 miliardi di euro consentirebbe di ridurre la pressione fiscale locale, anche attraverso l’abolizione di imposte come il bollo auto e l’Irap, e di finanziare interventi permanenti per la messa in sicurezza, la viabilità e la prevenzione ambientale nella provincia di Como.