L’incendio sul Monte Goj non può ancora essere considerato definitivamente spento. Dopo giorni di interventi contro le fiamme, i vigili del fuoco sono impegnati nella bonifica dell’area, nel raffreddamento del terreno e nella verifica dei punti che potrebbero riattivarsi.
Nella serata del 14 agosto, intorno alle 22.45, erano al lavoro 55 unità dei vigili del fuoco con 15 mezzi. Le squadre operavano tra la zona di via Oltrecolle e il Monte Goj, controllando la vegetazione e il terreno già interessati dal rogo.
Controlli con le termocamere
L’attività prosegue attraverso un monitoraggio capillare, condotto anche con termocamere e altre strumentazioni specifiche. Questi dispositivi consentono di individuare eventuali punti caldi nascosti, anche quando le fiamme non sono più visibili, e di intervenire in modo mirato per impedire nuove ripartenze.
Nella mattina del 15 agosto, un video girato da Albate ha mostrato inoltre un elicottero impegnato nei lanci d’acqua. Il mezzo è stato utilizzato nella fase successiva allo spegnimento dei fronti più estesi, quando resta necessario mantenere alta l’attenzione sulle aree percorse dal fuoco.
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha ribadito che il rientro delle persone evacuate potrà avvenire soltanto dopo lo spegnimento di tutti i focolai. La fase in corso è stata descritta come un’operazione particolarmente accurata, proprio per escludere la presenza di residui capaci di alimentare un nuovo fronte.
Prudenza durante Ferragosto
L’attenzione resta alta anche in vista dei festeggiamenti di Ferragosto. La protezione civile richiama alla prudenza nelle aree a rischio, dove le condizioni ambientali possono favorire la propagazione rapida di un rogo anche a partire da una piccola disattenzione.
È vietato accendere fuochi o utilizzare fiamme libere nelle zone interessate dall’allerta. Oltre alle sanzioni previste, il pericolo è quello di provocare nuovi incendi con conseguenze rilevanti per la vegetazione e per il territorio.
Situazione delicata anche sull’altro versante del Lago di Como, nella zona del Moregallo. Qui le fiamme hanno bruciato per giorni prima di essere domate, interessando circa 200 ettari di vegetazione.