Dal lago

Canadair al lavoro sul Monte Goj: gli sganci sul rogo

I velivoli raccolgono circa 6mila litri e li riversano presso il versante di Albate

Canadair al lavoro sul Monte Goj: gli sganci sul rogo

Dall’alba del 14 agosto 2026, due Canadair sono impegnati nelle operazioni di spegnimento del vasto incendio che continua a interessare il Monte Goj. I velivoli sorvolano il Lago di Como per rifornirsi d’acqua e raggiungono poi le aree interessate dalle fiamme, in una sequenza che richiede precisione e coordinamento.

Nelle prime ore del mattino gli aerei hanno effettuato diversi passaggi sulla zona del rogo. I sorvoli sono serviti a osservare dall’alto l’evoluzione dell’incendio e a pianificare le successive fasi dell’intervento. Terminata la ricognizione, i mezzi sono entrati nella fase operativa, alternando il rifornimento e gli sganci sul fronte dell’incendio.

Il rifornimento sulla superficie del lago

Il funzionamento dei Canadair è documentato anche nel video. Il velivolo scende fino a sfiorare la superficie del lago e, senza fermarsi, utilizza le apposite prese per caricare l’acqua necessaria all’intervento. L’operazione avviene in pochi secondi e consente di imbarcare circa 6mila litri d’acqua a ogni passaggio.

Completato il carico, l’aereo riprende quota e fa rotta verso il Monte Goj. La manovra viene quindi ripetuta più volte: discesa sulla superficie del lago, raccolta dell’acqua, risalita e trasferimento verso il fronte delle fiamme. Il ciclo permette ai velivoli di tornare rapidamente sull’area colpita per effettuare nuovi lanci.

Gli interventi concentrati verso Albate

In base alle operazioni osservate, gli sganci dall’alto risultano concentrati soprattutto sul versante di Albate. È in questa zona che i Canadair raggiungono il fronte dell’incendio e scaricano l’acqua, prima di dirigersi nuovamente verso il lago per il rifornimento.

Il lavoro dei mezzi aerei prosegue dunque attraverso passaggi ravvicinati tra lo specchio d’acqua e la montagna. Ogni intervento combina la ricognizione della zona, il caricamento del liquido e lo sgancio sulle aree interessate dal rogo, con l’obiettivo di sostenere le operazioni di spegnimento dell’incendio sul Monte Goj.