Sabato 17 ottobre alle 21, nella chiesa dei Santi Vito e Modesto di Lomazzo, si terrà una conferenza dedicata a Francesco Somaini, scultore nato in città il 6 agosto 1926 e scomparso nel 2025. L’incontro, intitolato Franesco Somaini: un’eredità viva a Lomazzo – Arte, spazio e spiritualità a cent’anni dalla nascita del grande scultore, sarà ospitato in piazza Brolo San Vito e avrà ingresso libero.
L’appuntamento è organizzato dall’Associazione Culturale Lomazzo Giovanni Paolo II, con il sostegno di Amici di Como e Consorzio Como Turistica, nell’ambito delle iniziative per il centenario della nascita dell’artista. Il programma propone un percorso tra materia, architettura e dimensione religiosa, mettendo in relazione la produzione di Somaini con i luoghi e le opere presenti nel suo paese d’origine.
Gli interventi sulla ricerca dell’artista
Alla serata interverranno Luisa Somaini, figlia dello scultore, Marco Emilio Erba, don Andrea Straffi e Luigi Cavadini. Luisa Somaini presenterà il percorso creativo del padre e le attività della Fondazione legate all’anniversario. Marco Emilio Erba parlerà della collaborazione con l’architetto Luigi Caccia Dominioni, con particolare attenzione ai mosaici e alle vetrate del complesso parrocchiale di San Biagio a Monza.
Il contributo di don Andrea Straffi sarà dedicato all’arte sacra, mentre Luigi Cavadini analizzerà la ricerca plastica dell’artista, il rapporto tra scultura e spazio e la sua tensione verso la modernità. I diversi interventi affronteranno quindi sia gli aspetti formali della produzione di Somaini sia il ruolo dell’opera nel contesto architettonico e nella vita collettiva.
Il legame con Lomazzo
Francesco Somaini frequentò l’Accademia di Brera sotto la guida di Giacomo Manzù e nel 1949 conseguì la laurea in Giurisprudenza. Dopo l’esordio alla Quadriennale di Roma nel 1948, partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 1950, tornando anche nelle edizioni successive. Dal linguaggio figurativo di impronta postcubista passò all’astrazione e alla ricerca informale, sperimentando materiali e tecniche e sviluppando una crescente attenzione alla dimensione monumentale.
Il rapporto tra scultura e città divenne uno dei temi centrali del suo lavoro. Tra le opere ricordate figurano il Monumento ai Marinai d’Italia a Milano, la Fenice ad Atlanta e, nel territorio lariano, il Monumento alla tessitrice a Menaggio. Nella chiesa dei Santi Vito e Modesto, sede dell’incontro, sono conservati il fonte battesimale, i mosaici e la croce a cuore aperto dell’altare maggiore. Sono testimonianze del legame con Lomazzo, dove l’artista mantenne il proprio atelier e lavorò fino alla morte.