Momenti di altissima tensione si sono verificati nella serata del 12 luglio al Parco Sant’Elia. Un agente della polizia di stato ha dovuto utilizzare il taser per fermare un 21enne armato di una roncola lunga 45 centimetri. La rissa ha coinvolto in totale sei persone, portando a due arresti e quattro denunce.
L’allerta è scattata intorno alle 21 quando la sala operativa della questura ha ricevuto segnalazioni di una violenta rissa. Secondo le prime ricostruzioni, sei individui litigavano armati di bottiglie di vetro rotte e spray al peperoncino. Le pattuglie sono intervenute prontamente, riuscendo a fermare quattro dei partecipanti, mentre altri due sono fuggiti, dando inizio a un inseguimento a piedi.
La fuga e l’intervento della polizia
Uno dei fuggitivi, un marocchino di 21 anni senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, ha estratto una roncola e ha tentato di colpire un poliziotto che lo stava inseguendo. Nonostante gli ordini di fermarsi, il giovane ha brandito l’arma in modo minaccioso. L’agente, seguendo le procedure operative, ha utilizzato il taser, immobilizzando il 21enne e disarmandolo senza ulteriori conseguenze. Anche il secondo fuggitivo, un marocchino di 24 anni, è stato successivamente bloccato.
Arresti e denunce
Tutti e sei i soggetti coinvolti sono stati portati in questura. Il 21enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi, oltre a essere denunciato per rissa. Il 24enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, rissa e rifiuto di fornire le proprie generalità. Durante il trasporto in questura, il 24enne ha mantenuto un comportamento aggressivo, insultando e minacciando gli agenti, e tentando anche di autolesionarsi.
Gli altri quattro partecipanti alla rissa, tre cittadini camerunensi e un cittadino ivoriano, sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di rissa. Al termine degli accertamenti, su disposizione del pubblico ministero, i due arrestati sono stati trasferiti al Bassone, a disposizione dell’autorità giudiziaria.