Lorenzo Riva, quindicenne di Cantù sopravvissuto all’incendio del Constellation, si prepara a tornare a Crans-Montana, in Svizzera, dove pochi mesi fa ha rischiato di morire. Il ragazzo vuole vedere ciò che resta del locale e partecipare al memoriale dedicato alle vittime, portando con sé una fotografia di Sofia Prosperi, sua amica d’infanzia e una delle sei vittime italiane.
Il viaggio sarà affrontato insieme alla famiglia e ad altri giovani sopravvissuti. Per loro, ritrovarsi significa ricomporre il gruppo e condividere il ricordo di una notte che molti, anche a causa delle cure ricevute e della sedazione, conservano solo in modo frammentario. Dal percorso intrapreso dai ragazzi è nata l’associazione Oltre Crans Montana 1 gennaio 2026.
Il ritorno nel luogo dell’incendio
Le condizioni di Lorenzo sono migliorate, ma il quindicenne soffre ancora di una grave insufficienza respiratoria. Durante gli sforzi deve utilizzare un concentratore di ossigeno e l’altitudine di Crans-Montana potrebbe provocargli difficoltà. Per questo la famiglia monitorerà costantemente il suo stato di salute ed è pronta a interrompere il soggiorno e rientrare qualora il ragazzo dovesse stare male.
La madre Elisabetta Galli ha spiegato che la famiglia non prova rabbia nei confronti della località, ma contesta il mancato rispetto delle regole di sicurezza. Il ritorno nasce così dalla volontà di ricordare Sofia, affrontare insieme agli altri sopravvissuti il peso di quanto accaduto e cercare di andare avanti.
La richiesta di giustizia
La tragedia, avvenuta nella notte di giovedì 1 gennaio 2026, ha provocato sei vittime italiane e lasciato conseguenze fisiche e psicologiche tra i giovani presenti. Per le famiglie, al dolore del ricordo si unisce la richiesta di accertare le responsabilità e di ottenere giustizia sul rispetto delle norme di sicurezza.
Accompagnare Lorenzo a Crans-Montana rappresenta quindi un passaggio delicato per i suoi familiari. Nel luogo in cui ha rischiato la vita, il ragazzo porterà la fotografia dell’amica e si unirà agli altri sopravvissuti nel memoriale, nonostante le persistenti difficoltà respiratorie.