Il 24 novembre 2026 il cielo autunnale offrirà l’osservazione della Superluna del Castoro, un plenilunio che si verificherà in prossimità del perigeo, il punto dell’orbita lunare più vicino alla Terra. In queste condizioni il disco del satellite apparirà leggermente più grande e luminoso rispetto a una normale Luna piena.
Al momento del plenilunio la Luna si troverà a circa 360.770 chilometri dalla Terra. La distanza renderà l’appuntamento interessante per chi ama osservare il cielo, anche senza strumenti astronomici, come spiegano gli esperti di 3bMeteo. L’effetto sarà comunque contenuto: non si tratta di una trasformazione radicale dell’aspetto lunare, ma di una differenza percepibile soprattutto attraverso il confronto con altre lune piene.
Perché si chiama Luna del Castoro
La denominazione deriva dalle tradizioni popolari nordamericane, che collegavano le lune piene dei diversi mesi ai ritmi della natura e alle attività stagionali. Quella di novembre era associata al periodo in cui i castori si preparavano all’inverno, mentre le temperature diventavano più rigide.
Il termine Superluna indica invece la coincidenza tra il plenilunio e una posizione ravvicinata del satellite lungo la sua orbita. Per osservare il fenomeno non sarà necessario disporre di attrezzature particolari, anche se la qualità dell’esperienza dipenderà dalle condizioni meteorologiche e dall’assenza di nuvole o di forte inquinamento luminoso.
Gli altri appuntamenti di novembre
Quella di novembre non sarà l’unica Superluna del 2026. Un secondo appuntamento è previsto il 24 dicembre, quando la Luna piena sarà ancora più vicina alla Terra, a circa 356.740 chilometri. Sarà il plenilunio alla minore distanza dal nostro pianeta nell’intero anno.
Nel corso del mese non mancheranno altri fenomeni osservabili. Marte e Giove saranno visibili nelle ore che precedono l’alba e raggiungeranno la minima distanza apparente il 16 novembre, separati da poco più di un grado. Giove, particolarmente luminoso, sarà riconoscibile accanto al pianeta rosso, mentre Saturno continuerà a comparire nella prima parte della notte.
Urano raggiungerà l’opposizione il 25 novembre, entrando nelle condizioni migliori di osservabilità dell’anno. Per individuarlo sarà preferibile utilizzare un binocolo o un piccolo telescopio. Venere tornerà progressivamente a essere visibile nel cielo mattutino e Mercurio offrirà una possibilità di osservazione prima dell’alba nella seconda parte del mese.
Il 24 novembre la Luna piena passerà inoltre prospetticamente nella regione delle Pleiadi, l’ammasso stellare della costellazione del Toro. La luminosità del satellite potrebbe però rendere più difficile distinguere le stelle meno brillanti. Dal territorio comasco, come dal resto d’Italia, l’osservazione resterà naturalmente legata alle condizioni del cielo.