In una domenica d’autunno, mentre il centro storico di Como appariva silenzioso sotto la pioggia, la Casa della Musica ha aperto le proprie porte al pubblico per una prova di Mitsou, opera-film composta da Claire-Mélanie Sinnhuber e diretta da Jean-Charles Fitoussi.
Il progetto racconta la storia vera dell’amicizia tra il poeta Rainer Maria Rilke e il piccolo Balthasar, destinato a diventare il pittore Balthus. Al centro della vicenda c’è Mitsou, il gatto che dà il nome all’opera. La particolarità dell’allestimento consiste nella sonorizzazione eseguita dal vivo: gli attori presenti nel film vengono accompagnati e doppiati da quattro voci e sette strumenti, sotto la direzione del maestro Bruno Dal Bon.
Un’opera tra immagini e suoni
La prova è stata organizzata dal Teatro del Tempo, che produce lo spettacolo in collaborazione con il Teatro di Chiasso. L’appuntamento ha consentito al pubblico di osservare il lavoro di preparazione prima delle recite previste ad Ascona il 25 ottobre, a Chiasso il 22 novembre e a Sion il 5 dicembre.
Il dispositivo scenico mette in relazione un film muto, la musica eseguita dal vivo e le voci degli interpreti. La Casa della Musica diventa così uno spazio nel quale lo spartito viene composto, provato, eseguito e ascoltato insieme alle immagini, offrendo al pubblico la possibilità di seguire anche il percorso creativo che precede la rappresentazione.
Un luogo per la cultura cittadina
Secondo la prospettiva proposta dall’esperienza, la Casa della Musica svolge il ruolo di laboratorio dedicato alla produzione e alla diffusione musicale. Il suo valore non riguarda soltanto ciò che accade all’interno degli spazi, ma anche la capacità di mettere in comunicazione artisti, pubblico e territorio attraverso iniziative e collaborazioni.
La struttura viene descritta come un punto di riferimento per riportare la musica e i musicisti al centro della vita cittadina. Non un semplice contenitore per spettacoli, dunque, ma un luogo nel quale linguaggi diversi possono incontrarsi e diventare occasione di partecipazione culturale. La prova di Mitsou mostra una delle possibili direzioni di questo lavoro: partire dalla città e costruire un dialogo con realtà teatrali e artistiche anche oltre il territorio comasco.