Botta e risposta

Il paragone con Grado accende lo scontro sulle biciclette

Nova Como segnala profonde differenze fra modello friulano e misura adottata nel cuore cittadino.

Il paragone con Grado accende lo scontro sulle biciclette

Il confronto con Grado utilizzato dal sindaco di Como Alessandro Rapinese per difendere il divieto alle biciclette nel centro storico apre un nuovo fronte di scontro politico. A contestare il paragone sono Teresa Minniti e Vincenzo Falanga, esponenti di Nova Como, che definiscono la scelta del primo cittadino un clamoroso boomerang.

Secondo i due rappresentanti dell'opposizione, Rapinese non avrebbe considerato le differenze tra le due realtà. La località friulana viene infatti descritta come un punto di riferimento per la mobilità ciclabile e il cicloturismo, mentre il provvedimento adottato a Como introduce un divieto permanente nel centro storico.

Il modello della località friulana

Nova Como richiama le informazioni ufficiali relative a Grado, dove la rete di piste ciclabili collega il centro alla laguna e al territorio circostante. La località è inoltre punto di arrivo della Ciclovia Alpe Adria, itinerario lungo 425 chilometri con partenza da Salisburgo, ed è attraversata dalla FVG2, inserita nella rete Adria Bike.

Grado aderisce anche al riconoscimento ComuniCiclabili di Fiab. Nel 2026, sempre secondo quanto sottolineato da Nova Como, ha ottenuto la Bandiera Gialla con cinque BikeSmile, per il nono anno consecutivo. Elementi che, nella lettura di Minniti e Falanga, renderebbero particolarmente paradossale il riferimento del sindaco a quella località per sostenere le restrizioni alla circolazione delle biciclette.

Le contestazioni sulle limitazioni

Gli esponenti di Nova Como precisano che a Grado le limitazioni alla circolazione delle biciclette sarebbero stagionali e circoscritte ad alcune aree. Una disciplina ritenuta diversa dal divieto generalizzato e permanente applicato nel centro storico di Como.

La critica riguarda quindi il tipo di politica della mobilità adottata. Da una parte, sostengono Minniti e Falanga, ci sono restrizioni puntuali all'interno di una città che investe in piste ciclabili, collegamenti e cicloturismo; dall'altra, un provvedimento che trasformerebbe il centro storico in un percorso a ostacoli per chi utilizza la bicicletta, incidendo sulle abitudini e sugli spostamenti dei cittadini.

Nova Como sostiene che, se Como vuole avvicinarsi al modello di Grado o alle città europee citate da Rapinese, dovrebbe replicare non soltanto i divieti, ma anche gli investimenti e la visione sulla mobilità ciclabile. Il confronto resta così inserito nel dibattito politico locale sulle regole per l'accesso e la circolazione nel centro storico.

Nel frattempo è stata confermata la biciclettata di protesta organizzata per sabato 12 settembre alle 11. Il ritrovo è fissato in piazza Perretta, mentre l'arrivo è previsto davanti al Comune di Como.