Una passeggiata in bicicletta con i figli si sarebbe trasformata in una fuga dopo una rissa nella zona del Tempio Voltiano. A raccontarlo è Francesca, cittadina di Como, che ha scritto al sindaco per riferire quanto, secondo la sua testimonianza, sarebbe accaduto il 7 settembre. La donna era uscita con i due bambini, di 6 e 8 anni, e stava attraversando il centro conducendo le biciclette a mano.
La lite davanti ai turisti
Nel racconto affidato alla lettera, Francesca spiega che, una volta arrivata nell’area del Tempio Voltiano, si sarebbe trovata davanti a una violenta lite tra due ragazzi stranieri. La donna riferisce che uno dei due impugnava quello che sembrava un paio di forbici e tentava di colpire l’altro. Quest’ultimo avrebbe reagito lanciando una bottiglia raccolta da un cestino.
Secondo la testimonianza, la bottiglia avrebbe colpito il monumento e i vetri sarebbero finiti tra i turisti presenti. La ricostruzione è quella contenuta nella lettera della cittadina e riportata dalla testata che ha pubblicato il racconto; non risultano nel testo elementi che consentano di verificare autonomamente la dinamica descritta o di attribuire responsabilità ai protagonisti della lite.
La richiesta al Comune
Di fronte alla situazione, Francesca racconta di aver reagito d’istinto: avrebbe lasciato a terra le biciclette e si sarebbe allontanata insieme ai figli per metterli al sicuro. L’episodio è diventato anche l’occasione per collegare la questione della sicurezza al dibattito sulle nuove regole per le biciclette nel centro di Como.
Nella lettera la donna sostiene che la priorità non dovrebbe essere soltanto quella di vietare le biciclette in centro, ma anche di intervenire con maggiore decisione sulle situazioni di degrado e pericolo che, a suo dire, si verificherebbero nella zona del Tempio Voltiano. Francesca afferma inoltre di vedere con frequenza persone bere e fare uso di droga in pieno giorno, precisando che si tratta di una sua denuncia e non di circostanze accertate dalla redazione.
La cittadina ribadisce la necessità di rispettare le regole, ma chiede all’amministrazione di rivedere le priorità alla luce dell’esperienza vissuta con i bambini. La lettera si conclude con un appello al Comune perché intervenga per tutelare cittadini e turisti e riportare nell’area maggiore decoro e sicurezza.