Lutto nella cultura

Addio a Graziella Molinari, anima dell’Àcàrya di Como

Fondò il gruppo nel 1977 e per decenni sostenne poesia, dialetto e iniziative dedicate alle nuove generazioni

Addio a Graziella Molinari, anima dell’Àcàrya di Como

Il Gruppo Letterario Àcàrya di Como ha annunciato la scomparsa di Graziella Molinari, poetessa e fondatrice dell’associazione, nata nel 1977 e animata da lei per quasi cinquant’anni. Nel messaggio diffuso dal gruppo, la scrittrice viene ricordata come una presenza discreta ma costante nella vita culturale cittadina, capace di creare uno spazio aperto alla poesia, alla lettura e al confronto.

Nata a Como nell’agosto del 1931, Molinari trascorse in città l’infanzia e la giovinezza. Dopo il diploma di perito chimico conseguito all’Istituto Nazionale di Setificio, si sposò a ventidue anni e si dedicò alla famiglia e alle due figlie. La passione per la letteratura rimase però sempre presente, coltivata attraverso le letture e la scrittura, fino a trovare una dimensione collettiva nella seconda metà degli anni Settanta.

La nascita dell’Àcàrya

Con alcuni amici, Molinari fondò il circolo letterario Àcàrya, scegliendo un nome sanscrito legato all’idea di insegnare attraverso l’esempio. L’associazione nacque con l’obiettivo di rendere la cultura un’esperienza condivisa, attraverso letture, incontri e occasioni di confronto tra autori e appassionati. Molinari ne fu presidente dal 1984 al 1989 e poi ancora dal 2001 al 2003, continuando anche in seguito a promuovere iniziative, rassegne, dibattiti e convegni.

La sede di via Grandi 21 divenne negli anni un punto di riferimento per lettori, poeti, insegnanti, studenti e associazioni. Tra le attività sostenute da Molinari ci furono presentazioni di libri, letture in italiano e in dialetto, collaborazioni con scuole e biblioteche e progetti dedicati alla tutela del patrimonio linguistico locale. La scrittrice collaborò inoltre con la sezione dialettale della Famiglia Comasca, portando nelle scuole di Como e della provincia la conoscenza delle tradizioni e della lingua del territorio.

La scrittura tra italiano e dialetto

La produzione di Molinari si sviluppò tra italiano e dialetto comasco. Nel 1990 pubblicò la raccolta Rivà a Pekino, inserita nei quaderni dell’Àcàrya; nel 2011 uscì E pöö… Shahrazàd. Nel 2018 arrivò il romanzo Burrasca sul lago, mentre nel 2021, insieme ad Adriano Giudici, pubblicò Como e il suo lago. Tra storie e storia, volume dedicato anche ai ricordi dell’infanzia trascorsa a Nesso.

Nel 2017, per il quarantesimo anniversario dell’associazione, presentò l’antologia Mai la parola rimane sola, un titolo divenuto nel tempo un riferimento per il gruppo. La sua attività, si legge nel ricordo dell’Àcàrya, non si limitò alla pubblicazione di poesie e prose, ma si tradusse in un impegno costante per avvicinare alla lettura nuove generazioni e valorizzare il dialetto come patrimonio vivo. Il gruppo continuerà le proprie attività nel segno dell’esperienza della fondatrice, che viene ricordata dalle figlie, dai familiari e da quanti hanno condiviso il suo percorso.