Sicurezza nautica

A Como i sindacati chiedono un presidio dei vigili sul lago

Le sigle denunciano carenze operative e sollecitano un dispositivo stabile sul ramo occidentale

A Como i sindacati chiedono un presidio dei vigili sul lago

Le organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco accendono i riflettori sulle condizioni operative del comando provinciale di Como e sulla capacità di garantire un sistema di soccorso adeguato alle trasformazioni del territorio. Federdistat Vvf, Fp Cgil Vvf, Uil-Fp Vvf e Fns Cisl hanno inviato una nota al prefetto, alla direzione regionale dei vigili del fuoco della Lombardia, al comandante provinciale e all’ufficio relazioni sindacali. Al centro della presa di posizione ci sono organici, sala operativa, formazione, mezzi e organizzazione degli interventi, con particolare attenzione al servizio sul Lago di Como.

Secondo le sigle, tra il personale sarebbe sempre più diffusa la percezione di uno squilibrio tra l’attenzione riservata alla presenza pubblica, agli eventi e alla comunicazione del comando e quella destinata alla soluzione dei problemi che incidono sull’attività quotidiana. I sindacati precisano di non voler mettere in discussione la partecipazione del Corpo alle iniziative rivolte alla cittadinanza, comprese quelle dedicate alle persone fragili e con disabilità, considerate coerenti con la funzione sociale dei vigili del fuoco. La contestazione riguarda invece l’ordine delle priorità e la necessità di concentrarsi prima sulle esigenze operative.

Le criticità segnalate nel comando

La nota richiama le difficoltà della sala operativa provinciale, sulle quali sarebbero già state sollevate segnalazioni, e la riduzione dell’organico chiamato a garantire contemporaneamente il soccorso terrestre e quello acquatico. Viene inoltre evidenziata l’inadeguatezza, secondo gli operatori, dei mezzi nautici rispetto alle caratteristiche e alle necessità attuali dello specchio d’acqua. Tra gli altri temi citati figurano le attività formative programmate durante le giornate di riposo, la tutela della conciliazione tra vita privata e lavoro e la trasmissione telematica delle notizie di reato attraverso il Portale Ndr, questione che avrebbe già portato a due stati di agitazione.

Per le organizzazioni, il cambiamento più evidente riguarda il contesto del lago. La provincia di Como avrebbe superato i cinque milioni di presenze turistiche annue e deve fare i conti con una navigazione pubblica intensa, oltre che con residenti, imbarcazioni da diporto, taxi boat, charter, attività sportive e commerciali. Un quadro che, secondo i sindacati, ha modificato frequenza, complessità e aspettative degli interventi di emergenza, rendendo non più adeguato un modello organizzativo pensato per una realtà di venti o trent’anni fa.

La richiesta di un presidio sul ramo di Como

Il punto centrale della comunicazione è la richiesta di istituire un presidio lacustre dei vigili del fuoco sul ramo di Como. Le sigle lo considerano ormai indispensabile per adeguare il dispositivo di soccorso al peso turistico ed economico dell’area e sollecitano l’amministrazione a impegnare risorse, progettualità e interlocuzione istituzionale in questa direzione. La richiesta si inserisce nella più ampia denuncia sulla necessità di disporre di una sala operativa efficiente, di un organico sufficiente e di mezzi adeguati.

I sindacati chiariscono di non chiedere una riduzione delle attività rivolte alle persone fragili o della presenza dei vigili del fuoco nella comunità. Chiedono però di ristabilire una precisa gerarchia: prima il soccorso e le condizioni di chi deve garantirlo, poi le iniziative pubbliche e la comunicazione. Nella nota, datata 4 ottobre 2026, sostengono che il valore di un comando debba essere misurato soprattutto dalla capacità di rispondere quando un cittadino chiama il 112. Il documento è firmato, per le rispettive segreterie, da G. Labate, G. Giarratano, F. Liardo e B. Zerbini.