Serena Brancale, dopo il successo del suo nuovo album “Sacro”, si prepara a incantare il pubblico del Lake Sound Park Festival di Cernobbio il 21 luglio. L’album, che include brani come “Qui con me” e “Al mio paese”, quest’ultimo realizzato in collaborazione con Levante e Delia, ha già ottenuto il riconoscimento di disco d’oro.
Per il suo “Sacro Tour”, Brancale porterà sul palco un ensemble di sedici artisti, tra cui otto musicisti e otto ballerini, creando uno spettacolo che unisce musica, danza e performance. L’atmosfera richiamerà le tradizionali feste di paese del Sud Italia, con ritmi che spaziano dalla salsa alle sonorità gitane, riflettendo la forte identità culturale della Puglia.
Una celebrazione delle radici
“Quello che portiamo sul palco è una celebrazione di tutto il Sud”, ha dichiarato Brancale, sottolineando come la sua esperienza di vita l’abbia portata a riscoprire la bellezza delle sue origini. “Il concerto si è evoluto e non è più soltanto quello di Anema e Core. Durante il live, esploreremo capitoli sacri della mia vita, come “Qui con me”, un canto liberatorio che racconta esperienze personali.”
Il titolo dell’album, “Sacro”, rappresenta per l’artista un legame profondo con le sue radici e il folklore, come evidenziato nei brani “Baccalà” e “Al mio paese”. “Questo album racchiude quattro anni di scrittura e sperimentazione, con tante sfaccettature della mia personalità”, ha aggiunto Brancale, esprimendo il desiderio che la sua musica possa accompagnare le persone nella quotidianità con leggerezza e allegria.
Collaborazioni e influenze
Brancale ha anche parlato di “Bariamore”, una lettera d’amore alla sua città, che è rimasta intatta nella sua forma originale. Tra gli ospiti che hanno partecipato al progetto ci sono nomi illustri come Omara Portuondo, Gregory Porter, Richard Bona e Alborosie. “La voce di Omara è un regalo immenso; Gregory è il mio mito”, ha commentato l’artista, esprimendo gratitudine per le collaborazioni che hanno arricchito il suo lavoro.
“È sacra anche la scelta di dare spazio al dialetto e di lavorare sul folklore, una parte profonda della mia identità”, ha concluso Brancale, invitando gli ascoltatori a immaginarsi a Cuba, nel mezzo di una grande festa, mentre ascoltano il suo album. “Con questo disco è come se parlassi alla Serena bambina, dicendole che tutte le cose che ha sempre amato hanno finalmente trovato un posto insieme.”