Nuovo intervento dei carabinieri contro lo spaccio nelle aree boschive della provincia di Como. La sera di domenica 23 agosto, i militari della Stazione di Fino Mornasco, affiancati dallo squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna, hanno arrestato a Cassina Rizzardi un uomo di 36 anni, di origine marocchina, accusato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
Il controllo è scattato nell’ambito di un servizio mirato a contrastare la presenza di persone dedite allo spaccio nelle zone rurali e difficilmente accessibili. I Cacciatori di Sardegna sono un reparto specializzato dell’Arma dei carabinieri, addestrato a operare anche in contesti boschivi e a raggiungere aree impervie.
Il materiale sequestrato
Durante la perquisizione, secondo quanto riferito dai carabinieri, il 36enne è stato trovato in possesso di 15 grammi di eroina, circa 14 grammi di cocaina e 105 grammi di hashish. La droga, stando alla ricostruzione dell’Arma, era destinata allo spaccio.
I militari hanno sequestrato anche denaro contante, materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi e un bilancino elettronico di precisione. L’uomo, risultato irregolare sul territorio nazionale, senza fissa dimora e con precedenti, è stato arrestato in flagranza e trasferito al carcere del Bassone, dove è rimasto a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Un altro intervento a breve distanza
L’operazione di Cassina Rizzardi è arrivata a breve distanza da un precedente servizio condotto il 22 agosto dai carabinieri della Stazione di Olgiate Comasco, ancora con il supporto dello squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna.
Nei boschi tra Baragiola e Castello, nel territorio di Olgiate Comasco, erano stati individuati due giovani di 22 e 19 anni, entrambi di origine marocchina, irregolari e senza fissa dimora. I due erano stati trovati in possesso di una pistola, di una mannaia e di materiale ritenuto destinato al confezionamento e alla vendita di sostanze stupefacenti.
I controlli rientrano nell’attività di presidio svolta dall’Arma nelle aree boschive e rurali vicine ai centri abitati del Comasco, considerate contesti utilizzati per occultare droga e organizzare attività di spaccio. Gli accertamenti proseguono nell’ambito delle indagini coordinate dall’autorità giudiziaria.