Accertamenti notturni

Fermato in hotel, si scopre che aveva usato un nome simile

La verifica delle generalità ha fatto emergere precedenti in Svizzera e un divieto di ingresso

Fermato in hotel, si scopre che aveva usato un nome simile

Un controllo effettuato nel cuore della notte in una struttura alberghiera ha portato all’identificazione e al successivo rimpatrio di un cittadino albanese. La vicenda si è sviluppata nella zona di Appiano Gentile, dove i carabinieri sono intervenuti dopo le 4 del mattino, accompagnando l’uomo in caserma per chiarire la sua posizione.

Secondo quanto ricostruito, nella struttura sono arrivate due pattuglie dei carabinieri. I militari hanno sottoposto il cittadino albanese ai primi controlli, ma le verifiche sulla sua identità non si sarebbero concluse rapidamente. Dalle banche dati sarebbe infatti emersa una segnalazione, senza però consentire nell’immediato di stabilire con certezza le sue generalità e la sua situazione.

Il nome simile nelle banche dati

Gli approfondimenti avrebbero evidenziato che l’uomo utilizzava generalità riconducibili a un connazionale regolarmente residente nel Cremasco. I due nomi sarebbero stati molto simili, con differenze limitate a poche lettere: un elemento che avrebbe reso più complesso il lavoro degli investigatori e richiesto ulteriori riscontri per arrivare alla corretta identificazione.

Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire anche alcuni passaggi del passato dell’uomo. Sempre secondo quanto emerso, sarebbe stato arrestato in Svizzera per reati legati agli stupefacenti e avrebbe trascorso circa un anno e mezzo in carcere. In seguito gli sarebbe stato vietato di rientrare nel territorio elvetico.

Negli anni successivi avrebbe continuato a spostarsi in diversi Paesi europei, lavorando anche come muratore e trascorrendo un periodo di alcuni anni in Francia. Le informazioni raccolte durante il controllo e i successivi riscontri hanno permesso di definire la sua posizione.

Dalla caserma, il cittadino albanese è stato accompagnato nella questura di Como, dove gli accertamenti sono proseguiti fino alla conferma della sua identità. Una volta completate le procedure previste, l’uomo è stato trasferito in aeroporto e rimpatriato in Albania con un volo diretto a Tirana.