Un controllo di routine lungo la linea di vigilanza doganale ha portato all’arresto di un cittadino italiano residente in Svizzera per traffico di stupefacenti. L’operazione è avvenuta nel Comasco, dove una pattuglia del Gruppo di Ponte Chiasso della Guardia di Finanza ha fermato l’uomo, classe 1968, trovato in possesso di oltre 20 chilogrammi di hashish.
L’individuo è stato notato mentre percorreva una delle principali arterie comunali, diretto verso il centro commerciale Bennet. La sua condotta di guida, definita incerta ed esitante, ha insospettito i militari, che hanno notato un improvviso cambio di traiettoria quando l’uomo ha visto l’auto di servizio.
Durante il controllo, il conducente ha mostrato un evidente nervosismo alla richiesta dei documenti di identità e del titolo di guida. I finanzieri hanno quindi deciso di effettuare un’ispezione più approfondita del veicolo. Nel bagagliaio sono stati trovati alcuni normali sacchetti della spesa, ma un forte odore acre proveniente dall’abitacolo ha spinto i militari a proseguire con l’ispezione.
Scoperta della droga
Sotto il pianale dell’auto, nello spazio normalmente destinato alla ruota di scorta, sono stati rinvenuti sacchetti particolarmente pesanti. All’interno, anziché alimenti, erano nascosti diversi pacchetti termosaldati contenenti tavolette di colore marrone. Gli accertamenti successivi hanno confermato che si trattava di hashish: in totale sono stati recuperati 200 panetti per un peso complessivo di 20,200 chilogrammi.
La sostanza stupefacente e l’autovettura sono state sequestrate, mentre l’uomo è stato arrestato con l’accusa di traffico di stupefacenti e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria lariana. L’operazione rientra nel dispositivo permanente di prevenzione e contrasto al traffico di droga attuato dalla Guardia di Finanza sul territorio provinciale di Como.
Secondo quanto comunicato dalla Procura della Repubblica di Como, il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con una sentenza definitiva. Fino a quel momento, resta valida la presunzione di non colpevolezza.