Salute femminile

Cambia nome la sindrome ovarica: da PCOS a PMOS

La Sindrome Ovarica Poliendocrino-Metabolica colpisce una donna su otto in età fertile.

Cambia nome la sindrome ovarica: da PCOS a PMOS

La Sindrome Ovarica Poliendocrino-Metabolica, nota come PMOS, rappresenta un cambio terminologico importante a livello scientifico internazionale per definire una condizione che colpisce circa una donna su otto in età fertile, dall’adolescenza alla menopausa. Questo nuovo termine, che sostituisce la precedente sigla PCOS, è stato introdotto per fornire una descrizione più accurata di un disturbo ormonale e metabolico, come evidenziato da uno studio pubblicato su The Lancet nel 2026.

La dottoressa Olga Disoteo, specialista in Endocrinologia, Diabetologia Dietetica e Nutrizione Clinica presso Asst Lariana, spiega che il termine PCOS portava a una focalizzazione eccessiva sulle cisti ovariche, che non rappresentano il cuore della patologia. La nuova sigla PMOS, infatti, evidenzia il coinvolgimento di diversi ormoni, come insulina e androgeni, e sottolinea l’aspetto metabolico della sindrome, che altera la gestione di zuccheri e grassi.

Tra i sintomi più comuni della PMOS ci sono cicli mestruali irregolari, acne, irsutismo e difficoltà di concepimento. Inoltre, questa sindrome comporta un rischio cardiometabolico a lungo termine, con predisposizione a condizioni come ipertensione, colesterolo alto, insulino-resistenza e diabete di tipo 2. Per questo motivo, la prevenzione e la gestione della patologia devono iniziare fin dalla giovane età.

Strategie terapeutiche personalizzate

Non esiste una terapia farmacologica universale per tutte le pazienti affette da PMOS; il trattamento deve essere sempre personalizzato. Tuttavia, le linee guida internazionali concordano sul fatto che il primo e più efficace intervento terapeutico è la modifica dello stile alimentare e dell’attività fisica. La dottoressa Disoteo sottolinea che anche una perdita di peso modesta, tra il 5% e il 10%, può migliorare significativamente la fertilità e i parametri metabolici nelle pazienti in sovrappeso. La Dieta Mediterranea, ricca di verdure, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine d’oliva, è considerata il modello alimentare più efficace, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

Oltre all’alimentazione, l’attività fisica regolare, una buona igiene del sonno e la gestione dello stress sono fattori comportamentali che possono influenzare positivamente l’assetto ormonale. Alcuni integratori nutraceutici possono essere utili, ma la dottoressa Disoteo avverte che la scelta deve essere effettuata dallo specialista sulla base di esami ematici mirati. Tra i principali integratori raccomandati ci sono l’inositolo, la vitamina D, il magnesio e gli omega-3, che contribuiscono alla regolarità del ciclo e alla protezione cardiovascolare.

In conclusione, la PMOS è una condizione comune e gestibile, e il successo del trattamento si basa sulla collaborazione tra endocrinologi, ginecologi, dietologi/nutrizionisti e psicologi. L’alimentazione gioca un ruolo cruciale nel garantire salute e qualità di vita alle donne affette da questa sindrome.