Dibattito pubblico

Giardini a lago, il dibattito sulla variante e il futuro del parco

M5S e FdI criticano la nuova variante dei Giardini a lago, chiedendo più verde e meno cemento.

Giardini a lago, il dibattito sulla variante e il futuro del parco

Si accende il dibattito politico dopo l’approvazione della variante dei Giardini a lago, un progetto che ha subito significative modifiche rispetto alla proposta originale della giunta Lucini. Con il passaggio del Como in Serie A e Champions League, sono emerse nuove esigenze legate alla sicurezza e alle normative UEFA, che hanno richiesto un ampliamento dello spazio per lo stadio Sinigaglia.

Tuttavia, il tema del “sacrificio” del verde pubblico è al centro delle polemiche. Il Movimento 5 Stelle di Como, attraverso un documento firmato dall’architetto Federica Douglas Scotti, ha espresso preoccupazione per la riduzione dello spazio verde, evidenziando che i Giardini a lago dovevano tornare a essere un grande parco pubblico, accessibile e contemporaneo. Invece, si rischia di restituire un’area frammentata e condizionata da recinzioni e funzioni legate allo stadio.

Le preoccupazioni per il futuro del parco

Il progetto vincitore del concorso del 2017 prevedeva un parco più ombreggiato e permeabile, ma le varianti apportate nel tempo hanno sollevato dubbi sulla qualità dello spazio pubblico. La questione centrale è se i Giardini a lago rimarranno un parco urbano aperto alla cittadinanza o diventeranno uno spazio subordinato alle esigenze dello stadio. Le recinzioni e le compartimentazioni non sono dettagli neutri, ma influenzano profondamente l’esperienza degli utenti.

In questo contesto, si attende di capire se lo studio Populous riuscirà a integrare le nuove esigenze senza compromettere la qualità dello spazio pubblico. Le motivazioni tecniche, come la mancanza di terreno colturale e le interferenze dei sottoservizi, avrebbero dovuto essere affrontate nelle fasi preliminari e non a cantiere avviato.

Critiche da Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia, attraverso il presidente provinciale Stefano Molinari, ha denunciato la scelta di ridurre il verde urbano, sottolineando che Como ha bisogno di più alberi e non di meno. La variante approvata rappresenta un ulteriore passo indietro nella qualità della vita urbana, in un momento in cui le città moderne investono nella forestazione. La mancata sostituzione degli alberi abbattuti e la riduzione del verde nei luoghi simbolo della città preoccupano i cittadini, che temono di perdere una delle caratteristiche distintive di Como.