Al Lago di Como, la storia di Patrizia, un avvocato di Como, e Giuseppe, un addetto della Navigazione, mette in luce le difficoltà quotidiane che i residenti affrontano nel contesto del turismo. Patrizia racconta di come, nonostante le sfide, abbia sempre trovato un clima di solidarietà tra i lavoratori del lago.
Patrizia si definisce una “felice e consapevole spatentata” e utilizza volentieri i mezzi pubblici, come il battello e l’aliscafo, per spostarsi. “Mi piace chiudere gli occhi e pensare di arrivare alla mia isola Bella”, afferma, ma spesso si ritrova a sbarcare a Menaggio per lavoro. La sua esperienza quotidiana è segnata dalla gentilezza degli addetti alla Navigazione, che si mostrano sempre disponibili e empatici con i pendolari.
Un episodio significativo si è verificato quando, arrivata all’imbarcadero con largo anticipo, Patrizia ha trovato una lunga coda davanti alla biglietteria. Non potendo acquistare il biglietto online, ha chiesto aiuto a Giuseppe, che prontamente le ha fornito il ticket per l’aliscafo delle 8.40, dimostrando che, come dice lui, “se non ci si aiuta fra lavoratori!”. Questo gesto ha reso la sua mattinata meno stressante, ma ha sollevato una questione importante: perché non ci sono sportelli differenziati per i residenti?
Le sfide del turismo
Patrizia non è l’unica a vivere queste difficoltà. Anche i turisti, pur avendo più tempo a disposizione, si trovano a fronteggiare lunghe attese. Recentemente, turisti italiani residenti a Parigi hanno raccontato di aver impiegato quasi due ore per acquistare i biglietti del battello per Bellagio. La situazione è aggravata dall’impossibilità di acquistare i biglietti online o tramite le macchinette automatiche, che non offrono le corse per Bellagio e Varenna.
In un’epoca in cui ci si aspetterebbe una maggiore efficienza, la situazione attuale sembra dimostrare che, nel 2026, siamo ancora lontani dall’essere “smart”. La necessità di migliorare la logistica e l’accessibilità per i residenti e i turisti è evidente, affinché il Lago di Como possa essere vissuto e apprezzato da tutti, senza le frustrazioni legate all’organizzazione dei trasporti.