Le indagini sul grave incendio che ha colpito il punto vendita Max Factory di Montano Lucino il 19 giugno sono entrate nel vivo. Questa mattina, 8 luglio, gli specialisti del Nucleo investigativo antincendio (Nia) dei vigili del fuoco, accompagnati dai carabinieri, hanno iniziato gli accertamenti tecnici per determinare le cause del rogo che ha devastato l’edificio.
L’incendio, che ha generato una colonna di fumo nero visibile per chilometri, ha richiesto l’intervento di oltre trenta vigili del fuoco e quindici mezzi. Le fiamme hanno interessato principalmente la copertura dell’edificio, costringendo il sindaco di Montano Lucino a raccomandare ai residenti delle zone circostanti di tenere chiuse finestre e sistemi di aerazione per precauzione.
Obiettivo delle indagini
Il compito del Nucleo investigativo antincendio è quello di analizzare lo scenario lasciato dall’incendio, individuando il punto di innesco e ricostruendo la dinamica dell’evento. Gli accertamenti non solo mirano a chiarire l’origine delle fiamme, ma anche a verificare eventuali responsabilità. Fin dalle ore successive all’incendio, l’edificio era stato posto sotto sequestro e la Procura di Como ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto.
Fortunatamente, non si sono registrati feriti durante l’incendio, grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco che hanno evitato la propagazione delle fiamme al livello commerciale sottostante. Gli investigatori ora dovranno stabilire con precisione cosa abbia causato uno degli incendi più significativi che hanno interessato il territorio comasco negli ultimi mesi.