Genitorialità

Cambio dell’ora, come aiutare i bambini a dormire meglio

Ritmi biologici e abitudini graduali possono ridurre i risvegli all’alba durante il passaggio autunnale.

Cambio dell’ora, come aiutare i bambini a dormire meglio

Il ritorno all’ora solare può modificare temporaneamente il ritmo del sonno dei bambini, soprattutto quello dei più piccoli. Un bambino abituato a svegliarsi alle 6.30 potrebbe aprire gli occhi alle 5.30, non per un disturbo del sonno ma perché il suo organismo non si è ancora adattato al nuovo orario.

Il sonno è regolato dal ritmo circadiano, l’orologio biologico interno che si sincronizza con la luce, i pasti e le abitudini quotidiane. Mentre le lancette cambiano immediatamente, il corpo ha bisogno di più tempo per riallinearsi. Nei primi giorni possono quindi restare invariati gli orari di fame, stanchezza e risveglio. Anche negli adulti, secondo uno studio finlandese citato nel materiale di riferimento, il ritmo sonno-veglia può non essere del tutto sincronizzato dopo quattro giorni.

Come accompagnare l’adattamento

Il buio che arriva prima può far comparire i primi segnali di stanchezza già nelle ore iniziali della sera. In questo caso, forzare il bambino a restare sveglio fino all’orario abituale può essere controproducente: superare la propria finestra del sonno può rendere più difficile l’addormentamento e favorire un riposo agitato. È preferibile osservare i segnali del bambino e, se necessario, anticipare la nanna.

Per prepararsi al cambiamento si può intervenire nei giorni precedenti, spostando gradualmente più tardi il risveglio, i pasti, i sonnellini e l’ora di andare a letto. Sono sufficienti 15 minuti ogni giorno o ogni due giorni. In alternativa, si può aspettare il cambio dell’ora e modificare gli orari successivamente, di 10-15 minuti ogni uno o due giorni. L’adattamento dovrebbe essere valutato nell’arco di almeno una settimana, perché ogni bambino reagisce con tempi differenti.

Un ruolo importante è svolto dalla luce naturale. Al mattino, in caso di risveglio anticipato, è possibile mantenere la penombra fino all’orario desiderato, per poi esporre il bambino alla luce del giorno. Anche trascorrere del tempo all’aperto nel pomeriggio può aiutare a scandire la giornata. Se il bambino si sveglia troppo presto, è consigliabile mantenere l’ambiente buio e tranquillo, con voce bassa e movimenti lenti, evitando di accendere subito le luci o iniziare a giocare.

Strategie diverse per ogni bambino

Secondo le indicazioni di Chiara Baiguini, Life & Family Coach ed educatrice del sonno gentile, i bambini possono reagire in modo diverso agli stimoli e ai cambiamenti della routine. Il cosiddetto bambino evitante può avere bisogno di prepararsi in anticipo e di rituali serali invariati; quello percettivo può essere aiutato da una stanza ben oscurata e da un ambiente protetto dai rumori.

Il bambino ricercatore, più attivo, può beneficiare di routine rassicuranti e di occasioni di movimento nel pomeriggio. Il bambino distratto, invece, potrebbe avere più difficoltà a riconoscere i segnali del proprio corpo: in questo caso è utile prestare attenzione agli orari e alle condizioni della stanza. I profili possono combinarsi e non costituiscono una classificazione rigida. Le indicazioni dell’approccio C.A.R.E. vanno quindi adattate alle caratteristiche individuali.

Per i bambini dai 12 mesi in su può essere proposta, nelle prime ore del mattino, una cesta con pochi oggetti silenziosi, come un libro tattile o pupazzi morbidi, da esplorare senza alzarsi dal letto. Gli oggetti devono essere adeguati all’età e privi di parti piccole, cordini o elementi potenzialmente pericolosi.

Le indicazioni principali sono osservare le reazioni del bambino, modificare gli orari con gradualità, sfruttare la luce naturale e non trasformare l’alba nell’inizio della giornata. È inoltre utile non forzare la veglia serale e concedere al corpo il tempo necessario per adattarsi, alleggerendo gli impegni serali e alternandosi nella gestione dei risvegli quando possibile. La coerenza delle abitudini e la pazienza possono rendere più semplice il passaggio senza ricorrere a cambiamenti drastici.