Confronto pubblico

Betonaggio a Castiglione d’Intelvi, il comitato chiede risposte

Nove quesiti restano aperti dopo l’assemblea sul sito destinato alla Variante della Tremezzina

Betonaggio a Castiglione d’Intelvi, il comitato chiede risposte

Il comitato Intelviradar ha diffuso una nuova lettera aperta sul progetto dell’impianto di betonaggio previsto a Castiglione d’Intelvi, destinato a servire i lavori della Variante della Tremezzina. Il documento arriva dopo l’assemblea pubblica del 12 ottobre, organizzata a Centro Valle Intelvi, e riaccende il confronto sulla localizzazione dell’impianto, individuata all’ingresso del paese, vicino a un distributore di carburante.

Il comitato, che dichiara di rappresentare circa 1.200 cittadini, sostiene che durante l’incontro siano state fornite risposte soprattutto tecniche, senza chiarire fino in fondo le motivazioni politiche e amministrative alla base della scelta. All’assemblea hanno partecipato il sindaco di Centro Valle Intelvi Mario Pozzi, rappresentanti di Anas, Provincia e Consorzio Sis, il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra e il segretario comunale.

La contestazione sulla localizzazione

Nella lettera, Intelviradar riferisce che il proprio portavoce ha sottoposto agli enti nove domande, ricevendo risposte giudicate solo parzialmente soddisfacenti. Il comitato contesta in particolare l’atteggiamento attribuito all’amministrazione di Centro Valle Intelvi e chiede di chiarire perché sia stata individuata proprio l’area vicina al distributore. Secondo quanto riportato nel documento, la scelta risulterebbe dal Consiglio comunale numero 15 del 30 maggio 2025.

Un altro punto riguarda l’assenza, nella documentazione esaminata dal comitato, di una valutazione approfondita di possibili aree alternative fuori dalla valle. Intelviradar chiede quindi di sapere quali localizzazioni siano state effettivamente confrontate dopo lo scarto dell’area di via al Faree e perché la ricerca non sarebbe stata estesa ad altri territori. Nel mirino anche il cambio di posizione del Comune di Dizzasco, inizialmente contrario e successivamente favorevole al progetto.

Traffico, controlli e durata dell’attività

Le domande riguardano inoltre l’impatto dell’impianto sulla viabilità e sulla vita dei residenti. Il comitato chiede di conoscere il numero previsto di camion in transito ogni giorno, le fasce orarie interessate e le modalità con cui saranno fatti rispettare eventuali limiti. Vengono richieste garanzie anche per la strada provinciale 13, per i sottoservizi e per le abitazioni vicine, con particolare attenzione alle attività notturne, al rumore e all’illuminazione.

Sul piano ambientale, Intelviradar sollecita indicazioni sulla protezione dell’acqua potabile e del fiume Telo, oltre a chiarimenti sui soggetti incaricati di controllare la qualità delle acque, le polveri, il rumore e la manutenzione. Il comitato chiede che i risultati dei controlli siano resi pubblici e che siano precisate le conseguenze in caso di violazione delle prescrizioni.

Restano da definire anche le opere di compensazione, i relativi finanziamenti e i tempi di realizzazione. Il comitato evidenzia infine una possibile differenza tra i documenti sulla durata dell’impianto: l’Autorizzazione unica ambientale indicherebbe 15 anni, mentre lo schema di convenzione prevederebbe tre anni, prorogabili di altri due. Da qui la richiesta di stabilire quale termine debba essere applicato e chi dovrà garantire il ripristino dell’area.

L’unico elemento valutato positivamente nella lettera è la proposta del sindaco di Tremezzina Mauro Guerra di istituire un tavolo tecnico con residenti, comitato ed enti coinvolti. Intelviradar si è detto disponibile a partecipare e ha chiesto che l’iniziativa venga avviata rapidamente. La richiesta conclusiva è di ottenere risposte formali e verificabili, indicando per ogni impegno il responsabile, la scadenza e l’atto amministrativo con cui dovrà essere attuato.