Raggiri telefonici

Truffa del finto carabiniere a Porlezza, figlio salva l’oro

Un uomo si è qualificato come militare e ha preteso gioielli per ottenere la liberazione del congiunto.

Truffa del finto carabiniere a Porlezza, figlio salva l’oro

Una donna anziana residente a Porlezza è stata presa di mira nella mattina di mercoledì 7 ottobre 2026 da un uomo che si è presentato telefonicamente come appartenente all’Arma dei carabinieri. Il tentativo di raggiro, basato sulla richiesta di consegnare i preziosi custoditi in casa, non è andato a buon fine grazie al rientro del figlio della vittima.

La richiesta dei gioielli per liberare il familiare

Il malvivente ha contattato la donna comunicandole, con tono allarmistico, che il figlio era stato arrestato. Secondo quanto ricostruito, l’uomo ha sostenuto che per ottenerne la liberazione fosse necessario consegnare rapidamente tutto l’oro presente nell’abitazione. Si tratta dello schema noto come finto carabiniere, fondato sulla paura e sull’urgenza per indurre la vittima ad agire senza verificare le informazioni ricevute.

Il piano è stato interrotto durante la conversazione. Il figlio è rientrato nell’abitazione e ha notato lo stato di agitazione della madre, comprendendo che fosse in corso un tentativo di raggiro. È quindi intervenuto nella telefonata. Quando il truffatore si è accorto di essere stato scoperto, ha interrotto bruscamente la comunicazione, senza riuscire a entrare in possesso di denaro o oggetti preziosi.

L’intervento dei carabinieri

Dopo aver compreso l’accaduto, il figlio ha chiamato il 112. Sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Menaggio, che ha avviato gli accertamenti sull’episodio. Alla famiglia è stato raccomandato di segnalare tempestivamente eventuali ulteriori contatti sospetti o la presenza di persone sconosciute nei pressi dell’abitazione.

Il comando provinciale dei carabinieri di Como ha rinnovato l’invito alla cittadinanza a diffidare da richieste di denaro, gioielli o altri beni di valore avanzate per telefono o di persona. Le forze dell’ordine ricordano che non chiedono mai pagamenti, cauzioni o preziosi per evitare un arresto o ottenere la liberazione di un familiare. In presenza di comunicazioni sospette, il consiglio è di interrompere il contatto e chiamare immediatamente il numero unico di emergenza.