Sicurezza stradale

Bratan rimpatriato dopo il blocco della Milano-Meda

Il sottosegretario Nicola Molteni difende il provvedimento legato alle riprese del videoclip.

Bratan rimpatriato dopo il blocco della Milano-Meda

Bratan, il trapper coinvolto nel blocco della Milano-Meda durante le riprese di un video musicale, è stato rimpatriato in Moldavia dopo la revoca del permesso di soggiorno. Sulla vicenda è intervenuto il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che ha ribadito la linea del governo nei confronti di chi viola le regole e mette a rischio l’incolumità degli altri.

L’episodio risale al 18 settembre, quando l’artista, insieme ad altri giovani, aveva fermato la circolazione sulla superstrada per realizzare un videoclip. Il blocco aveva interessato una delle principali arterie utilizzate da comaschi e brianzoli per raggiungere Milano, con possibili conseguenze sulla sicurezza degli automobilisti e sulla regolarità del traffico.

Il commento del sottosegretario

Commentando il rimpatrio, Nicola Molteni ha dichiarato che non può esserci tolleranza per chi non rispetta l’ordinamento. Il sottosegretario ha sottolineato che il provvedimento conferma la posizione dello Stato nei confronti di chi, secondo la ricostruzione della vicenda, ha bloccato una strada pubblica durante la produzione del video.

“Lo Stato conferma la linea di fermezza nei confronti di chi viola la legge bloccando una strada pubblica e mettendo in pericolo altre persone”, ha affermato Molteni. Il sottosegretario ha inoltre evidenziato le ricadute dell’azione sulla sicurezza di chi percorreva la superstrada e ha collegato il provvedimento alla necessità di tutelare la circolazione e il rispetto delle norme.

Il ringraziamento alle autorità

Molteni ha rivolto un ringraziamento alle forze dell’ordine e alle autorità che hanno seguito il caso e contribuito a raggiungere rapidamente il rimpatrio dell’artista. La vicenda si è conclusa con la revoca del permesso di soggiorno e il trasferimento di Bratan in Moldavia.

Nel messaggio conclusivo, il sottosegretario ha sostenuto che un permesso di soggiorno non autorizza a infrangere le regole e ha ribadito che, in presenza di condotte ritenute incompatibili con la permanenza sul territorio italiano, possono essere adottati provvedimenti di espulsione. La presa di posizione arriva al termine delle polemiche nate dal video girato sulla Milano-Meda.